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La rivincita silenziosa di Kalinic ed il suo doppio ruolo, dentro il campo e a Milanello. Cala, la strada è giusta. Ecco su cosa deve lavorare subito Montella nella fase difensiva

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 18 settembre 2017, 00:00Editoriale
autore Pietro Mazzara
18.09.2017 00:00Editoriale
Pietro Mazzara
Pietro Mazzara

Il mondo Milan, quando il nome di Nikola Kalinic è comparso nelle cronache estive del mercato, lo ha subito bollato come “seconda scelta” o come “un ripiego di poca qualità”. Effettivamente, se paragonato ai nomi di Belotti, Morata, Diego Costa e Aubameyang, il suo non è che facesse alzare l’entusiasmo dei tifosi che, viste le premesse, si aspettavano un top Perché la differenza tra big e top player è lieve, ma sostanziale. Kalinic arriva su indicazione di Montella, che per il suo gioco – lo abbiamo detto fino alla noia – vuole che la punta centrale, sia con il 4-3-3 sia con il 3-5-2, faccia parte integrante della manovra. Ed il croato lo ha fatto benissimo sia a Vienna (contro avversari decisamente morbidi) sia ieri contro l’Udinese, dove è stato preso in consegna da difensori più attenti. Ma lui, attaccante silenzioso all’apparenza, ma che ha fatto il diavolo a quattro per arrivare al Milan, ha risposto con i gol. Due validi e uno annullato, con una chiamata al limite, che lo catapultano nel ruolo di punta di riferimento. Kalinic ha dato un paio di scosse a tutti, anche a chi – fino all’ultimo – ne ha criticato l’arrivo.

Ma il suo ruolo sarà duplice: oltre a quello in campo, dove sarà una costante la sua titolarità, farà da chioccia a due talenti puri, seppur diametralmente opposti, come Cutrone e André Silva. I due pargoli, che hanno già dimostrato di avere un killer instinct importante, potranno alternarsi al fianco dell’esperto Nikola, crescendo con e insieme a lui per poi diventare autonomi e ancora più decisivi e funzionali, perché le potenzialità le hanno e dovranno essere sfruttate a pieno perché dentro questa stagione, che si annuncia lunga, ci sarà bisogno di tutti.

Una bella rivincita se l’è presa anche Davidino Calabria. Il laterale rossonero, spesso chiacchierato per alcune prestazioni, ha dimostrato di aver capito la lezione di Skopje e si è applicato tantissimo nel ruolo di quinto di centrocampo. Se dall’altra parte c’è un rullo compressore come Ricardo Rodriguez, che sa già cosa fare e come, Cala si sta abituando ad una posizione che non ha mai ricoperto, nemmeno nelle giovanili più remote. Eppure ha fatto bene, sia in fase di possesso – con l’assist per l’1-0 di Kalinic – sia in quella di non possesso. Si alternerà con Abate nella sostituzione di Andrea Conti, ma i margini per crescere, anche in rischi presi, c’è eccome.

Ma la situazione sulla quale dovrà continuare a lavorare Vincenzo Montella è quella relativa ad un aspetto psicologico della sua fase difensiva. La squadra, nella maggior parte delle occasioni, è corta e compatta ed occupa bene gli spazi quando il pallone ce l’hanno gli avversari, ma è nel duello uno contro uno che c’è ancora una sensazione di incompletezza. Spesso capita che, anche in zone del campo non pericolose, gli avversari vincano i faccia a faccia con i giocatori milanisti. In questo dovrà avere un ruolo importantissimo Leonardo Bonucci, che deve crescere rapidamente nella leadership e nella vittoria dei suoi duelli. Se lui alzerà ulteriormente il valore delle sue prestazioni, sicuramente il resto della squadra andrà al suo ritmo.

per Milannews.it

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