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Attenti: la caccia al colpevole non finisce con un preparatore

autore
Franco Ordine
per Milannews.it
giovedì 28 settembre 2017, 10:45Editoriale
autore Franco Ordine
28.09.2017 10:45Editoriale
Stefano Porta/PhotoViews
Stefano Porta/PhotoViews

Ci sono molti metodi per gestire le fibrillazioni di una squadra di calcio reduce da una sontuosa estate piena di fuochi d’artificio e riconoscimenti pubblici e perciò destinata a ottenere subito risultati confortanti. Che vengono ritenuti indispensabili anche per evitare di far naufragare i rendiconti contabili delle prossime stagioni. Non credo esista uno valido per ogni tempesta calcistica: molto dipende dai costumi dei protagonisti, dal ruolo dei media, dal comportamento stesso dei tifosi. Il Milan cinese si è comportato così: 1) Fassone è andato davanti ai microfoni e ha espresso in modo trasparente l’insoddisfazione netta del club per la prova disarmante di Genova; 2) il ds Mirabelli ha fatto sapere di non essere d’accordo con alcune scelte di Montella; 3) il tecnico, nel giro delle prime 48 ore seguito alla figuraccia con la Samp, ha esonerato il suo preparatore storico Marra dopo 7 anni vissuti more uxorio; 4) la ricerca del sostituto, a fine settembre, ha provocato un casting non ancora esaurito tra candidati interni ed esterni. La domanda che un osservatore deve porsi è la seguente: è tutto giusto? Dipenderà, come al solito, dalle risposte del campo. Che non riguardano tanto la serata di Europa league quanto i prossimi appuntamenti di campionato scanditi dalle sfide con Roma e Inter che sono e dovevano essere, i competitor più agguerriti per le quattro posizioni di Champions league.Sono il vero banco di prova per valutare lo spessore tecnico del nuovo Milan e il lavoro di costruzione eseguito dallo staff tecnico a Milanello.

Montella ha garantito di riuscire a domare le difficoltà. Un azzeccato titolo della rosea l’ha già ribattezzato “capitan tempesta”. Vedremo alla prova dei fatti. Perché il suo destino è segnato sin dal primo giorno di questa nuova avventura milanista allorquando diede 10 al mercato della società. Senza volerlo,indirettamente, si scavò una piccola fossa: o ne viene fuori saltando come un giovanotto agile e atletico, oppure dovrà soccombere sotto il peso di aspettative forse eccessive moltiplicate oltre che dalle dimensioni economiche del mercato (230 milioni spesi contro i 65 incassati). Già proprio questo è il punto: anche chi,in questi giorni, punta il dito contro il tecnico deve sapere che, senza risultati in traiettoria con le aspirazioni dell’azionista cinese, non si esaurirà il processo a porte aperte. E che una volta stabilito che Montella non ha la patente per guidare una formula uno, bisognerà chiedersi se il motore allestito da Fassone e Mirabelli è da formula uno. Perciò, e qui torno all’originale tema, è buona regola, a Milano come a Napoli o a Roma, quando ci sono le tempeste mediatiche chiudere le finestre, sbarrare i portoni e superare le periodiche crisi serrando i ranghi.

per Milannews.it

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