Ricardo Rodríguez: "Basta sconfitte, voglio la Champions con il Milan. Brividi quando vesto il rossonero, mia madre mi dà la forza"
Daniele Castagna
Ricardo Rodríguez come mai visto prima in Italia. In esclusiva ai microfoni del quotidiano elvetico Blick, il terzino rossonero si racconta a 360°. Dalla scomparsa della madre alla vita a Milano, dalle donazioni ai bambini poveri fino alla voglia di diventare padre, senza dimenticare il presente con il Diavolo ed un futuro che vuole vincente.
L'intervista inizia con dei tifosi che lo riconoscono anche se è in incognito, queste le sue prime parole: "Questa copertura non ci ha aiutati (ride guardando il collega svizzero). Ma verso la fine della mia avventura al Wolfsburg sentivo come tutto fosse troppo tranquillo per me, volevo qualcosa di diverso ed ora eccomi qua.... In Italia, a Milano e soprattutto con il Milan puoi sentire l'amore del calcio ovunque. I fan ci aspettano dappertutto, non importa dove: ogni ritiro, ogni albergo, ogni città che giriamo. Mi ci devo abituare, il club è più grande, la pressione è più grande e la richiesta di vincere è costante. Quando si perde, arrivano critiche da ogni lato ma qui è così. È fantastico secondo me tutto questo, meraviglioso vivere il calcio così".
Sulla casa a Milano: "Mi sento molto a mio agio qui, l'appartamento è accogliente".
Differenze tra Milanello e il centro di allenamento del Wolfsburg: "Milanello è più grande, il centro di allenamento del Wolfsburg è più moderno. Ci sono le stanze più grandi, c'è più benessere, ma questo non conta e mi interessa poco. Qui invece c'è una qualità dei campi altissima ed è la cosa più importante. Per non parlare del cibo, di classe mondiale e poi possiamo dormire a Milanello prima di ogni partita".
Dormi tanto? "No, in realtà ho bisogno di solo 5/6 ore di sonno. Per me sono fondamentali".
Il Milan ha investito molto. Sesto posto in classifica con 4 vittorie e 2 sconfitte, c'è già aria di malcontento? "Non precisamente, ma abbiamo un obiettivo importante come la Champions League. Già 2 sconfitte in stagione, è una cosa che non deve più accadere".
Scudetto possibile? "Tutto è possibile nel calcio. Abbiamo una buona squadra ma non so se è sufficiente per vincere il campionato già da quest'anno. Posso però dire che abbiamo le qualità per arrivare al top, questo sicuro".
È già titolare inamovibile del ruolo anche al Milan, come lo era allo Zurigo e al Wolfsburg. Si è dato un motivo? "Non lo so, non credo ci sia un termine o una motivazione precisa. Forse semplicemente gli allenatori che ho avuto mi trovano importante e apprezzano il mio modo di giocare"
Maldini ha scritto la storia del Milan nel suo ruolo. Compito arduo da imitare? "Una leggenda rossonera. Ma io non mi paragono a lui, impossibile farlo. Non sono Maldini, sono semplicemente Ricardo. Io gioco il mio calcio e penso che possa piacere a fan e staff tecnico. Questo club ha tanta tradizione, ho seguito tutti gli anni in Champions dei rossoneri in tv da ragazzo e ho pensato: wow! Questa è una squadra nella quale vorrei giocare un giorno. Ogni volta che metto la maglia del Milan provo qualcosa di grande".
È già rigorista e calciatore di punizioni, un onore per lei? "Ma certo. Però già mi conoscevano e sapevano che ero bravo in queste cose, li ho sempre calciati anche negli anni precedenti".
Con la nazionale ha calciato il rigore nell'ultima partita, era lei il rigorista? "C'eravamo io e Fabian Schär. Poi si è avvicinato anche Dzemaili per calciarlo ma volevo farlo io e mi dispiace che abbiamo discusso un po', non è una bella immagine da dare".
Capisce l'italiano? "Sì, molte parole. Con i discorsi lunghi ancora faccio un po' di fatica ma non è un problema. Con i compagni parlo tedesco con Montolivo e Çalhanoglu, con tutti gli altri spagnolo".
Lei e la sua ragazza avete condiviso una barca con Çalhanoglu e compagna quest'estate. Le vostre foto sono finite subito in rete: "Sì, in Italia è tutto velocissimo con il gossip. Quando esco devo considerare tutto, tante cose ed è sempre meglio non farsi fotografare dopo una sconfitta o una brutta partita".
Protegge tanta la sua ragazza? "Sì, fin da subito ho pensato che la mia vita privata fosse solo mia. E nemmeno Nicole vuole tanto apparire in pubblico, e non lo vuole nemmeno ora. Anche se siamo più rilassati adesso e sono molto contento con lei".
La moglie di suo fratello è incinta di due gemelli. Suona bene zio Ricardo? "Chiaro! Sono molto felice!"
Ha pianificato una vita con Nicole? "Non ancora. Ma lei è la donna con la quale vorrei avere figli".
I tifosi dello Zurigo sognano di vedere tutti i fratelli Rodríguez giocare insieme. È possibile? "Perché no? Ma al momento non credo... Nessuno però sa cosa succederà domani. Forse a fine carriera tornerò allo Zurigo o al Wolfsburg, ma pensare troppo in là non porta mai a niente. Vivo il presente".
Ma ci ha mai pensato a questa possibilità di giocare con loro? "Ci sono tante cose che possono succedere, ma ora la penso in maniera diversa. Mi godo il momento, nulla di più. La mia vita ora è superlativa, posso giocare al Milan e sto facendo bene. Sono grato per tutto, anche per le minime cose".
Hanno importanza per lei i dettagli? "Ma certo! Mi serve tutto per essere felice, anche le piccole cose. Mi danno piacere nel quotidiano".
Aiuta ancora i bambini? "Sì sempre. Io per primo da piccolo sono stato aiutato insieme ai miei fratelli, ci pagavano gli allenamenti e hanno fatto tanto per la nostra famiglia. Io adesso sto facendo lo stesso".
Cosa fa con il resto dei suoi soldi? "Ho persone che sono in grado di gestire i miei investimenti"
Dove spende maggiormente i suoi soldi? "Vacanze e case. A volte anche per i vestiti. Ma soprattutto per vivere del tempo insieme alla mia famiglia, voglio che chi viva vicino a me stia bene. Questa è la cosa più importante, ma non butto soldi dalla finestra. Ci sono momenti in cui compro qualcosa perché mi piace tanto, non guardo al prezzo. Ma spesso ci penso e dico: i vestiti possono costare così tanto? Ne vale la pena?".
Sua madre era una grande donna, capace di crescervi al meglio. Quanto è stata importante? "Nostra madre ci ha permesso di crescere sempre con i piedi per terra. Lei e mio padre sono sempre stati presenti, ci hanno cresciuti così e ancora possono sentirli, nella mia testa e nel mio cuore. Sto bene grazie a loro, grazie a Dio".
È credente? "Credo in Dio. E lo ringrazio ogni volta che le cose vanno bene".
Va in chiesa con regolarità? "No, raramente. Credo in Dio ma non vado sempre in chiesa".
Fa spesso visita a sua madre? "Mi vede anche dall'alto, ogni giorno, ed è sempre nel mio cuore e nella mia forza. Non serve che io vada ogni giorno al cimitero".
Dei tre fratelli, chi ha avuto l'idea di giocare tutti con lo stesso numero in memoria della mamma? "Cico, poi io e Robi l'abbiamo trovata una splendida idea".
Testa alla Nazionale svizzera, vi giocate tanto con il Portogallo? "Spero di sì, ma prima dobbiamo battere l'Ungheria. È difficile, ma possiamo vincere comunque. Vogliamo poi battere il Portogallo e vincere il nostro gruppo".
Ha così tanta fiducia nella nazionale? "Assolutamente! Credo nei miei compagni e nel ct Petkovic. Ci sa guidare, ci mette sempre bene in campo e da coesione. Ce la faremo!".
Ha stima del ct? "Petkovic è un buon allenatore e si fida di noi".
Come si ferma Cristiano Ronaldo? "Devi essere vicino a lui, non lasciare dello spazio libero. Non è affatto facile: è intelligente, veloce, può sempre scapparmi alle spalle".
Robben è ancora l'avversario più forte che ha affrontato? "L'ho detto? (ride, ndr) Forse, non mi ricordo. Però è molto veloce e non puoi staccare un secondo contro di lui".
Più forte l'avversario e più forte diventa lei? "Questo vale per tutti. Non ci spaventiamo davanti alle grandi sfide. I grandi nomi ci danno una spinta extra, ma anche contro le piccole ci sappiamo far trovare pronti".


