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Montella-Bonucci, a voi. Quella strana domanda ad André Silva. I tifosi invocano Ancelotti ma il Milan guarda altrove

autore
Fabrizio Tomasello
per Milannews.it
domenica 1 ottobre 2017, 00:00Editoriale
autore Fabrizio Tomasello
01.10.2017 00:00Editoriale

Compito arduo preparare l’editoriale della domenica. Non fai in tempo a fare un’analisi, ad esprimere un concetto, ad azzardare una previsione su quanto visto in settimana, che puntuale arriva la partita a sbugiardarti pubblicamente. Ancora scottato da quanto scritto alla vigilia di domenica scorsa a proposito dei programmi bellicosi del Milan e del lavoro tecnico/motivazionale di Montella e Bonucci, tempestivamente smentito dall’indecorosa prestazione dei rossoneri contro la Sampdoria, stavolta sarò un po’ più cauto e mi diletterò ad argomentare sulla delicata questione allenatore.

«Ce l'avevo un po' con Leo perché è il capitano ed è più esperto, ma era un richiamo affettuoso». Così Vincenzo Montella, nelle interviste del post partita con il Rijeka ha provato a spiegare l’atteggiamento vagamente sopra le righe tenuto nei confronti del centrale ex Juve al momento del gol del vantaggio rossonero. Uno scrollone al numero 19 frutto della felicità del momento, ma nello stesso tempo un’esultanza tanto scomposta quanto significativa: il tecnico milanista - così come la stragrande maggioranza della tifoseria, degli osservatori, degli addetti ai lavori - non è contento delle prestazioni del difensore azzurro, tanto che a qualcuno è sorto il dubbio di qualcosa che potesse andare al di là del semplice problema tecnico-tattico.
Incompatibilità con Montella oppure no, l’inizio stagione di Bonucci in maglia rossonera è all’insegna del 4,5 di media in pagella. Uno standard inaccettabile per colui che appena un mese fa era considerato tra i tre migliori difensori al mondo e adesso sembra piombato in una crisi del tutto inspiegabile. L’inquietante prestazione contro i modesti picchiatori croati, costellata da lisci, imprecisioni, buchi e una costante sofferenza al cospetto delle avanzate del Rijeka ha evidenziato un problema del tutto inimmaginabile: ad oggi sembra proprio Bonucci l’anello debole della catena rossonera. Sarà il caso che Montella prenda provvedimenti, con o senza scrolloni da fotonotizia.

Intanto Andrè Silva continua a timbrare il cartellino con una regolarità impressionante. Sesto gol in Europa League su sei partite giocate: se sono queste le "figurine" di cui qualcuno parla, io voglio un intero album Panini. Contro il Rijeka, con un gol tutto potenza, coordinazione, classe e talento infinito, Andrè Silva ha scatenato le polemiche dei tifosi sul web, ormai insofferenti di fronte all’impiego a scartamento ridotto del numero 9 rossonero.
A fine partita, tra l’altro, ha destato scalpore una domanda al centravanti portoghese: «Si ha l’impressione che tu ti senta più a tuo agio in Europa che in serie A. Come mai segni più in EL che in campionato?».
Chissà, forse perché magari finora è rimasto sempre seduto in panchina?

Chiudiamo con la notizia della settimana, l'esonero di Carlo Ancelotti da parte del Bayern Monaco. Mannaggia ai tedeschi e alle loro decisioni affrettate, deve aver pensato Vincenzo Montella appena saputa la notizia. Come se non bastassero alcune prestazioni censurabili dei rossoneri, ecco manifestarsi all’orizzonte l’ingombrante e minaccioso fantasma di Carletto.
Il licenziamento di Ancelotti, infatti, rimasto ovviamente nel cuore dei tifosi rossoneri, ha avuto il devastante effetto di compattare il popolo milanista attorno all’hashtag #carlettocomeback, un’operazione nostalgia tanto comprensibile quanto perniciosa. Non c’è bisogno del mago Otelma per intuire quanto tutto ciò possa possa riverberarsi in maniera negativa su tutto l’universo rossonero: l’invocazione al tecnico di Reggiolo rappresenta una zavorra supplementare all’equilibrio di Montella sulla panchina rossonera, già traballante di suo.
Premesso che l’obiettivo numero uno della dirigenza rossonera per la prossima stagione è Antonio Conte, al Milan oggi c’è un assoluto bisogno di tranquillità, fiducia e serenità. Chiedere a gran voce il ritorno del tecnico di Reggiolo rischia di risultare una mossa tafazziana, l’esemplificazione più pura dell’autolesionismo. Prima i tifosi rossoneri lo capiranno, prima la squadra uscirà da questo momento di difficoltà.

per Milannews.it

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