Da protagonisti indiscussi ad esclusi eccellenti: Suso e Jack faticano a trovare posto e va trovata una soluzione
Matteo Calcagni
Torniamo al momento più alto dell'ultima stagione rossonera, quando il Milan di Montella riuscì a realizzare una sorta di impresa sportiva, superando la Juventus in una finale. Impresa che partì da una combinazione di due giocatori: giocata di Suso dalla destra, cross teso e colpo di testa di Jack Bonaventura con abile inserimento. Quell'uno a uno è stato una sorta di sintesi dell'annata milanista, arrivato grazie alla collaborazione dei due uomini più qualitativi, fondamentali per il raggiungimento del primo obiettivo, ovvero il ritorno in Europa League.
ESCLUSIONI ECCELLENTI - Ieri, contro una diretta rivale per la qualificazione alla Champions League, nuovo e dichiarato obiettivo rossonero, né Suso né Bonaventura erano in campo. Le esclusioni e le scelte tecniche fanno parte del gioco, ma è curioso che i due calciatori più rappresentativi dell'annata 2016/17 fatichino a trovare posto nel nuovo Milan, a prescindere dal modulo e dai tatticismi. E' vero che il 3-5-2 non esalta il binomio marchigiano-spagnolo, così com'è evidente che entrambi siano troppo importanti per essere lasciati in panchina in partite contro dirette concorrenti. Il Diavolo non ha giocato male contro la Roma, ma è mancato quel guizzo, quell'invenzione che avrebbe potuto fare la differenza. E Suso e Bonaventura erano due delle principali fonti di inventiva dell'ultimo Milan.
TATTICA E MODULI - Il 4-3-3 è stato logicamente abbandonato per cause di forza maggiore, vista la penuria di esterni offensivi e i numeri piuttosto ristretti del reparto di centrocampo: impensabile schierare continuativamente Bonaventura e Suso come laterali del tridente senza reali alternative, tenendo conto che Jack ha impostato la stagione come mezz'ala sinistra. Giusto quindi passare al 3-5-2, ma da qui bisogna partire per trovare una collocazione più redditizia per i sopracitati, a cui si può rinunciare in Europa League o in gare meno probanti, meno negli scontri diretti come quello con la Roma. Una soluzione emersa, più sulla carta che nella pratica, potrebbe essere il 3-4-2-1, modulo che potrebbe elevare il contributo tecnico dello spagnolo, dell'ex Atalanta e dello stesso Calhanoglu, garantendo a Montella anche la possibilità di alternarza o cambiamenti in corsa. In questo senso la sosta casca a fagiolo, con Suso e Bonaventura che potranno lavorare continuativamente a Milanello, non essendo stati convocati dalle rispettive Nazionali.


