L'Analisi Tattica - Milan-Roma 0-2: difesa, ecco il peccato originale. Davanti manca fluidità
MN Tactical Analysis
Torna L’Analisi Tattica di MilanNews.it e in questa puntata andiamo ad osservare due punti relativi a Milan-Roma. Con Daniele Castagna e Pietro Mazzara abbiamo posto l’attenzione sulla fase difensiva della squadra di Vincenzo Montella e sui movimenti delle due punte dentro al 3-5-2 milanista. Buona lettura.
PECCATO ORIGINALE - La difesa a 3 non si apprende per grazia divina ma con lavoro, fatica, coesione, affinità e tempo, tanto tempo passato sempre, o quasi, con gli stessi interpreti. Il secondo gol della Roma mette in mostra tutto ciò che manca a questo Diavolo in fase difensiva: l’abitudine al nuovo modulo e la comprensione e valutazione del pericolo. Dopo 70’ di costante attenzione della retroguardia, annullando El Shaarawy e mettendo Dzeko in condizione di non vedere mai la porta, crolla l’ancor fragile castello milanista. L’unica sbavatura meneghina aveva avvicinato Florenzi al gol, neutralizzato da Donnarumma, ma è la traiettoria beffarda del bosniaco Dzeko a cambiare completamente gli scenari. Al 72’, la sfida si incanala sul binario per la capitale ed il pacchetto arretrato si spegne in maniera preoccupante. Quelle che erano delle buone trappole difensive vanno completamente in black out, come mette in evidenza il raddoppio di Florenzi. I colpevoli sono, in ordine di svolgimento dell’azione: Musacchio, Bonucci, Biglia, Romagnoli, Donnarumma e Ricardo Rodríguez, ma spieghiamo con calma. Sul lancio di Kolarov, Dzeko si sposta sulla linea del fallo laterale, portandosi addosso due centrali. Musacchio prima e Bonucci poi si fanno attrarre puerilmente dalla palla, senza avvertire il pericolo e la conseguente “scalata” necessaria. Alle spalle dei due centrali, si apre una voragine per Nainggolan, Biglia lo molla e non lo insegue (altro errore di valutazione del pericolo), mentre Romagnoli taglia ma lo contrasta in maniera troppo molle, lasciando il tiro al belga. La conclusione è potente ma non angolata, Donnarumma respinge male e trova il facile tap-in di Florenzi (anche qui come nel resto dell’azione, errore di valutazione del pericolo) lasciato incredibilmente solo in area dal terzino svizzero che, non lo chiude, ma corre verso la porta. Una difesa senza il timore di prendere gol, il peccato originale.
POCA FLUIDITA’ - Nella produzione offensiva del Milan, una cosa che si è notata sia giovedì contro il Rijeka sia domenica contro la Roma è la mancanza di fluidità nei movimenti di coppia tra i due attaccanti del 3-5-2. André Silva, Cutrone e Kalinic non hanno ancora affinato al meglio i “giochi di coppia” necessari per creare pericolosità, occupazione degli spazi e situazioni di favore non solo a sé stessi, ma a tutta la manovra d’attacco. La distinzione netta che si è avuta è che ci sia una prima punta (Cutrone o Kalinic) e uno che agisce da seconda, ovvero il portoghese. In questo spaccato, non trova ancora collocazione Suso, ma la posizione dello spagnolo è ancora in via di definizione. Ritornando al match con la Roma, Montella è partito con Kalinic su Manolas e André Silva su Fazio salvo poi invertire i due attaccanti e, di conseguenza, trovando il bandolo tattico delle due coppie, con Silva che è spesso riuscito a sgusciare via dal greco. Fazio, invece, ha di fatto annullato Kalinic con i due attaccanti milanisti che hanno giocato spesso e volentieri l’uno lontano dall’altro. Servirà trovare un’equazione vincente soprattutto la davanti, per far arrivare palloni puliti e traducibili in occasioni da gol.
Di Daniele Castagna e Pietro Mazzara


