Mercato, prime considerazioni. 11 nuovi tra promossi, rimandati e da rivedere
Daniele Castagna
Il calendario dice 4 ottobre 2017 e, tutto sommato, sono passati solo 34 giorni dalla fine del mercato. È molto lontano il tempo dei giudizi, così come è ancora decisamente distante il giro di boa della stagione, la data che spezza a metà l’annata sportiva e porta in dote il pagellino del primo semestre. Poste le dovute premesse, crediamo però che 13 gare ufficiali (tra Serie A, doppio turno preliminare ed Europa League) possano essere un buon banco di prova, seppure limitato, di quanto fatto sul mercato. L’estate 2017 si è tinta di rossonero, con ben 11 volti nuovi portati a Milanello. Sfruttando la sosta per le nazionali, in questo lungo avvicinamento al derby di Milano, proviamo a trarre un primissimo bilancio, consapevoli del numero di partite ancora a disposizione e di quanto possa velocemente mutare una valutazione nel frenetico mondo del pallone. In considerazione vengono presi solo gli 11 nuovi acquisti ufficiali, quindi non rientreranno nella valutazione atleti di ritorno a Milanello per fine prestito (es. Gabriel, Mauri, Vergara) o ragazzi nuovi ma pescati dalla Primavera. Per essere estremamente cristallini, questa la lista completa: Musacchio, Kessie, Rodríguez, André Silva, Çalhanoglu, Conti, A. Donnarumma, Bonucci, Biglia, Kalinic.
PROMOSSI - Stride quasi a dirlo ma su 11, al 4 ottobre, solo 1 merita una promozione senza se e senza ma (campo che valuteremo più avanti). Ricardo Rodríguez ha fatto percorso netto: dalla prima partitella il giorno del ritiro, davanti agli occhi increduli dei tifosi ai cancelli, alla titolarità indiscussa del ruolo con tanto di 2 gol all’attivo. Bottino di assoluto rispetto per chi, come il giocatore svizzero, di professione farebbe il difensore. Un esterno difensivo di spinta, dal pacchetto completo, come non se ne vedevano da anni dalle parti di Milanello. Un intoccabile per Montella, tanto da disputare 630’ in Serie A sui 630’ disponibili. Posto meritato tra i “Promossi”, in attesa di altri rossoneri che possano presto fargli compagnia.
DA RIVEDERE - I “Promossi” non permettono sfumature, valutazioni intermedie o posizioni sospese. Per tutti i “gioca bene ma…”, “forte solo se…”, “non mi convince ancora”, esiste l’attuale terra di mezzo, un purgatorio di dantesca memoria. 6 atleti in attesa di passare tra i “Promossi” o, nel peggiore delle ipotesi, tra i “Rimandati”. Partiamo dal caso più spinoso: André Silva. Probabilmente, il bomber portoghese avrebbe meritato un posto al fianco di Ricardo Rodríguez nella categoria superiore, ma le difficoltà in campionato rallentano l’ascesa. 6 reti in Europa League lo proiettano tra i papabili “Promossi”, ma lo score della Serie A pesa ancora troppo. Trattasi certamente di un futuro campione, prossimo a spiccare il volo. Avvio straripante, ultime gare in apnea: montagne russe per Franck Kessie. A metà tra difficoltà tattiche ed oggettiva stanchezza fisica (giocate tutte le gare tranne ritorno con lo Shkendija, nessun sostituto in rosa), il centrocampista ivoriano ha vissuto un momento di bassa dopo un inizio pirotecnico. Anche qui, come il caso precedente, è atteso nei prossimi mesi nella categoria superiore. Altra avventura da ottovolante è quella di Nikola Kalinic: arrivato in ritardo di condizione dopo un’estate tribolata, questo scorcio rossonero non gli permette di ricevere il massimo dei voti, in attesa di gol e continuità. Parola chiave per capire anche la presenza tra i sospesi di Musacchio (alla ricerca di affinità con Romagnoli e Bonucci), Biglia (chiamato ad una costante regia illuminante) e Borini (poche partite e in ruoli completamente diversi).
RIMANDATI - Detto di coloro che sono a metà tra il salto in avanti ed il grigiore dell’alternanza di prestazioni ottime a prove discordanti, è tempo di affrontare le note dolenti di questo avvio stagionale. Due soli giocatori, ma che pesano il doppio. Non una coppia qualunque, bensì il capitano ed il numero 10. Bonucci e Çalhanoglu. Arrivato dalla Juventus come simbolo del nuovo corso, Leonardo non ha mai messo in campo quelle doti che lo hanno portato, per anni consecutivi, tra i migliori centrali a livello globale. Nuovi compagni, nuova squadra, nuova attitudine, nuovo mondo: il pilota automatico utilizzato negli anni bianconeri ha subito un forte scossone, riportando il difensore sulla terra, chiamato ad un pronto riscatto. Il valore è fuori discussione, ma il momento è negativo e non può essere ignorato. Parlando di talento, impossibile escludere dall’equazione il turco Hakan Çalhanoglu. Giunto a Milano dopo stagioni esaltanti, da atleta corteggiato da mezza Europa, Hakan non ha avuto timore reverenziale, prendendo quello che sente di avere nelle vene: la 10 del Milan. Una maglia sacra che, al momento, non è ancora stata onorata, anzi. L’ex Leverkusen ha regalato una notte stellare, a Vienna in Europa League, a dimostrazione di come le qualità siano eccellenti, ma le difficoltà del campionato italiano hanno spesso impantanato il talento del turco. 0 gol e 0 assist in Serie A, inaccettabile per uno così. Bonucci e Çalhanoglu, chiamati a ribaltare questa prima valutazione.
NON GIUDICABILI - Una categoria che, obbligatoriamente, contiene atleti con minutaggio zero o qualcosa di molto simile. Va inserito Antonio Donnarumma, utilizzato solo nelle amichevoli e mai in gare ufficiali, e, con il dispiacere dell’intero universo rossonero, Andrea Conti: out per almeno 6 mesi causa rottura del legamento crociato, il terzino ex Atalanta ha sommato solo 333’ in tutte le competizioni. Un nulla per esprimere qualsiasi tipo di valutazione. Atteso in primavera.


