Peso offensivo che latita e due frecce da ri-scagliare: è già tempo di nuove riflessioni sul modulo?
Simone Nobilini
Da un problema all'altro. Da una metà campo, difensiva, a quella opposta, con un reparto d'attacco ancora troppo poco fluido e produttivo. Dopo l'illusoria scorpacciata di gol tra preliminare e playoff di Europa League, includendo le 5 reti nelle prime due giornate di campionato contro Crotone e Cagliari, la luce offensiva in Casa Milan (quantomeno in Serie A) si è decisamente affievolita: ruota della fortuna avversa sì, con qualche episodio particolarmente a sfavore, ma anche una generale sensazione di innocuità e improduttività cresciuta di gara in gara. Con numeri inequivocabili, dati alla mano, a rappresentare un chiaro campanello d'allarme di fronte al quale trovare nuove soluzioni, con due nomi su tutti da riportare al centro del nuovo progetto rossonero.
NUMERI, SUSO E JACK - Fondamentali nella passata stagione, tutt'altro che sicuri di un posto da titolare in quella corrente. La particolare parabola di Suso e Jack Bonaventura, da inamovibili nel Milan che conquistava il sesto posto ed il ritorno in Europa ad attuali alternative di lusso, non può che far riflettere, parallelamente ad una squadra che senza il suo 5 ed 8 ha perso talvolta equilibrio nonchè, spesso, inventiva. Basti pensare al numero di reti (10) realizzate in questa Serie A: solamente 4, grazie due volte a Cutrone e a Kessie e Kalinic, sono arrivate su azione. Sintomo di una manovra inceppata proprio lì, tra trequarti e fase di rifinitura e conclusione, dove il Milan ha certamente difettato in concretezza e qualità.
NUOVE RIFLESSIONI SUL MODULO? - Se per le caratteristiche (soprattutto) di Leonardo Bonucci, Ricardo Rodriguez ed Andrea Conti lo schieramento rossonero ha finito per modellarsi su una difesa a 3 con centrocampo a 5, a non beneficiare troppo del nuovo modulo sembra essere stata proprio la fase offensiva. E la domanda a questo punto sorge spontanea: per riportare Suso ad essere incisivo e decisivo, contemporaneamente alla presenza di un Bonaventura maggiormente equilibrato nelle caratteristiche rispetto al più offensivo Calhanoglu, è tempo di nuove riflessioni sul modulo? Togliere un elemento a centrocampo per riproporre le stesse ali (anche più accentrate) del tridente offensivo della passata stagione, finendo per far ruotare André Silva, Kalinic e Cutrone nel ruolo di punta, potrebbe rivelarsi attualmente la scintilla giusta in grado di illuminare e accompagnare maggiormente la fase offensiva rossonera. Un escluso eccellente, rosa alla mano, finirebbe per esserci sempre, come già accaduto, anche di fronte a più schieramenti ipotizzabili e cambiamenti più o meno graduali: da Romagnoli o Musacchio in un'eventuale 4-2-3-1, con il trio Suso-Calhanoglu-Bonaventura alle spalle della prima punta, al turco stesso nel già citato 3-4-3. La ricetta giusta? Evidentemente nelle mani e nella testa di Montella, come già precisato da Fassone post gara contro la Sampdoria. E le soluzioni, sotto gli occhi di tutti, non mancano.


