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Il centrocampo e le alternative che non ci sono: la stupenda incompiuta del mercato rossonero

autore
Matteo Calcagni
per Milannews.it
giovedì 5 ottobre 2017, 12:00Primo Piano
autore Matteo Calcagni
05.10.2017 12:00Primo Piano
Daniele Mascolo/PhotoViews
Daniele Mascolo/PhotoViews

Quando il Milan ha acquistato Franck Kessie, strappandolo all'Atalanta con un copioso (ma assennato) investimento di 28 milioni, era sensazione diffusa che il viatico intrapreso per la ricostruzione del centrocampo fosse quello giusto. Dopo l'ivoriano sono arrivati Calhanoglu e Biglia, quest'ultimo voluto fortissimamente dalla dirigenza rossonera, identificato come faro e guida necessari per intraprendere un nuovo corso vincente. Fin qui tutto bene, anzi benissimo, con premesse di simil-trionfalismo, ma poi la ruota si è fermata, per un reparto che più di tutti ha bisogno di rotazioni ed alternative.

COS'E' ANDATO STORTO? - Forse in casa rossonera ci si aspettava di ottenere più liquidità dalle cessioni, oppure qualche pista è saltata all'improvviso, ma era chiaro come il sole già a fine mercato che la mediana milanista fosse una sorta di stupenda incompiuta. Oltre ai sopracitati, dove Calhanoglu è un adattato, Montella può infatti contare solo su Bonaventura, Montolivo e Locatelli, a cui si aggiunge José Mauri, utilizzato col contagocce, e i giovanissimi Gabbia e Zanellato. Il tema dell'alternativa a Kessie è trito e ritrito, ma anche il discorso mezz'ala sinistra non è da sottovalutare: con questo lotto di nomi, se l'Aeroplanino volesse schierare un centrocampo più di contenimento, anche a gara in corso, a chi si dovrebbe affidare? Forse il mercato in uscita è stato troppo frettoloso, pensiamo soprattutto a Kucka, il quale, vista la situazione attuale, avrebbe fatto il quasi-titolare ed è stato ceduto per "soli" sei milioni.

MEDIANA E MEDIANA - Non si può definire il centrocampo dello scorso anno più forte di quello attuale, ma è evidente a chiunque che Montella disponesse di più alternative, oltretutto con solo campionato e Coppa Italia da disputare. Oltre a Kucka, pensiamo a Pasalic, il cui contributo di minutaggio è stato particolarmente sostanzioso, ma anche allo stesso Poli che, a gara in corso, ha dato spesso una mano quando è stato chiamato in causa (vedi Bologna). Anche nei grandi Milan del passato, quelli vincenti, la rosa disponeva di sostituti meno "nobili" ma che potevano offrire un contributo di rilievo in determinate situazioni. In molti si lamentano del calo che sta attraversando Kessie, ma è normale che un centrocampista di corsa e sostanza abbia già 1000 minuti accumulati nella primissima fase della stagione? Il risvolto amaro di tutto questo è che con una manciata di milioni, o qualche permanenza, ora avremmo visto un Milan più completo e probabilmente più in salute. E gennaio, periodo atteso con ansia da tutti, dista ancora tre lunghissimi mesi.

per Milannews.it

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