La nuova presa di posizione di Fassone e la carezza a Montella: i progetti non si sfaldano alla prima curva
Matteo Calcagni
La presa di posizione di Fassone a Marassi, forte e chiara, era l'espressione evidente di una dirigenza tutt'altro che soddisfatta da quanto espresso in campo dalla squadra. Il Milan non ha solo perso quella partita, ma è sceso in campo con un atteggiamento poco consono, facendosi dominare dai blucerchiati e rimediando una sconfitta probabilmente evitabile. L'amministratore delegato ha indossato i panni del sergente severo, per una presa di posizione più che condivisibile, sebbene poi foriera di uno strascico mediatico non propriamente necessario. Perché l'attacco di Fassone era rivolto a tutti, non solo Montella, ma l'associazione critiche pubbliche/allenatore in discussione è serpeggiata all'istante, tanto da far addirittura scongelare il termine esonero.
CICLONE IMPROVVISO - Da quella presa di posizione è derivato un clima non proprio idilliaco, nonostante la fiducia al tecnico sia stata ribadita in privato e poi in sede pubblica da Massimiliano Mirabelli, sia nel prepartita di Europa League, sia nel postpartita di Milan-Roma, nonostante la sconfitta rimediata a San Siro dall'undici rossonero. Poi la sosta e il digiuno di partite, utile per lavorare ma anche per far risuonare, anche a decibel superiori alla norma, i vari e presunti allarmi. Oltretutto in attesa di una sfida come il derby. Ci voleva un'altra conferma ufficiale ed è arrivata, questa volta per bocca dello stesso Fassone.
FIDUCIA PUBBLICA - "C'è stima e fiducia nei confronti di Montella, una fiducia che non è valida solo per 7-8 giornate. L'abbiamo consapevolmente confermato e sappiamo all'interno della società che c'è bisogno di un po' di tempo, speriamo non tantissimo, per produrre un gioco buono e per costruire quel futuro di cui abbiamo parlato tante volte". Queste le dichiarazioni dell'amministratore delegato all'uscita dall'assemblea di Lega. Parole nette e decise, come non si sentivano al Milan da tanto tempo, dove ogni allenatore sembrava vivere sulla graticola e rischiare il posto per un paio di curve sbagliate. Giusto ribadire la fiducia a Montella, a prescindere dai presunti errori commessi e dalla situazione della squadra, per un progetto in divenire che deve costruirsi man mano e non rischiare di deragliare alla prima difficoltà. E l'esonero, salvo cataclismi, non sembra davvero contemplato.


