Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

La "terza" è quella buona: un "Mad Dog" per Allegri

autore
Matteo Calcagni
per Milannews.it
mercoledì 16 giugno 2010, 16:30Primo Piano
autore Matteo Calcagni
16.06.2010 16:30Primo Piano
Federico De Luca
Federico De Luca

Mathieu Flamini (26), arrivò al Milan con i migliori auspici di ambiente e pubblico, grazie anche alle splendide prestazioni offerte dal francese con la maglia dell'Arsenal: squadra con cui, nel febbraio/marzo 2008, eliminò proprio i rossoneri Campioni d'Europa dalla Champions League. La concorrenza per l'ingaggio del transalpino, tuttavia, si dimostrò decisamente agguerrita: il suo contratto in scadenza che, di fatto, fece andare su tutte le furie coach Wenger, rese assolutamente appetibile l'acquisizione del francese che, in quei mesi, fu accostato con alternanza orologiaia a tantissimi grandi club. Il Milan, dal canto suo, riuscì a sbarazzarsi della concorrenza grazie al blasone e, principalmente, per mezzo di un'onerosissimo contratto proposto al centrocampista che, nonostante la Uefa dell'anno successivo, non ci pensò due volte ad accettare la proposta rossonera. Gli auspici sul giocatore erano decisamente elevati e, dopo anni di staticità a livello di mercato, la linea mediana rossonera sembrava poter contare su un rinforzo di assoluto livello. L'impatto di Flamini, tuttavia, non fu certo dei migliori: il francese, alla guida di Ancelotti, non giocò mai con continuità, mostrando spesso frenesia e poca lucidità quando schierato in campo. La concorrenza a centrocampo, nonostante gli infortuni di Pirlo e Gattuso, gli impedì di ritagliarsi uno spazio importante, relegandolo a numerose e tristi panchine.

Con l'arrivo di Leonardo, l'anno successivo, le gerarchie sembrarono poter cambiare: il grintoso "Mad Dog" (come lo chiamavano i tifosi ai tempi dell'Arsenal) iniziò la stagione da titolare, disputando una serie di gare piuttosto positive. I risultati negativi della squadra, uniti ad una propensione esagerata del mediano al cartellino, fecero mescolare le carte all'allenatore brasilano che, dal post Milan-Roma, iniziò a fare a meno del suo apporto in campo. La perpetua assenza dal terreno di gioco, durante la sessione invernale di calciomercato, fece trapelare indiscrezioni su un possibile trasferimento di Flamini a Manchester sponda City ma, nonostante ciò, il giovane centrocampista dichiarò fedeltà al Milan, volenteroso di giocarsi le sue carte con la maglia del Diavolo. Terminata la stagione, con un nuovo tecnico (Cellino permettendo), la storia rossonera del francese potrebbe finalmente decollare: Allegri, infatti, secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, avrebbe mostrato fiducia nei confronti dello scoppiettante mediano, volenteroso di puntare su di lui nella sua nuova avventura milanista. Dopo due stagioni in sordina, dunque, potrebbe finalmente profilarsi l'anno della consacrazione per Mathieu Flamini: sperando che, almeno in questa occasione, i buoni propositi iniziali non si tramutino in reminiscenze sbiadite. "Mad Dog", carta di identità alla mano, può rappresentare il presente e il futuro del Milan, starà a lui e ad Allegri renderlo materialmente possibile.

per Milannews.it

Altre notizie