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Gattuso e Kessie, il maestro e l'allievo: la mission di Rino per plasmare il centrocampista perfetto

autore
Matteo Calcagni
per Milannews.it
giovedì 30 novembre 2017, 21:00Primo Piano
autore Matteo Calcagni
30.11.2017 21:00Primo Piano
Daniele Mascolo/PhotoViews
Daniele Mascolo/PhotoViews

Franck Kessie è stato il primo vero colpo della dirigenza rossonera, prelevato dall'Atalanta per 28 milioni, anticipando sul tempo la concorrenza italiana ed europea. Un giocatore moderno, un centrocampista totale, dotato di una forza fisica straordinaria e di una tecnica importante, vista l'abilità nel calciare i rigori e di andare al tiro. Un ottimo investimento che nei primi mesi della stagione sembrava la più classica "Ira di Dio". Devastante nei preliminari di Europa League e nelle prime gare del campionato, poi il calo, con prestazioni in chiaroscuro ed una certa anonimia in mezzo al campo.

SEMPRE PRESENTE MA DIVERSO - Montella non ha mai rinunciato a Kessie e come avrebbe potuto? L'ivoriano è l'unico vero mediano di fisico e stazza della rosa milanista, dopo la decisione estiva di lasciar partire Kucka e gli altri centrocampisti di contenimento. L'ex Atalanta ha disputato anche partite soddisfacenti, ma lo strapotere ammirato in avvio di stagione non si è più rivisto, forse per il valore delle avversarie, forse per il sovrautilizzo oppure per una "evoluzione" tattica di squadra che è andata a contenere e controllare eccessivamente il numero 79. Uno dei compiti di Gattuso è capire cos'è andato storto fin qui. ‌

IL COMPITO DI GATTUSO - Nella conferenza stampa di presentazione a Milanello, Rino ha citato più volte Kessie, paragonandosi a lui, con tutte le differenze del caso, e desiderando conoscere i motivi per cui il ragazzo non riesce più a trovare particolari spazi. È possibile avere un Kessie "imbizzarrito" e allo stesso tempo una squadra equilibrata? La risposta è sí, a patto che i compagni di squadra coprano le scorribande dell'ivoriano, abbassandosi od accentrandosi all'esigenza. Oltretutto, per sfruttare le cosidette praterie, è necessario che qualcuno glieli crei: questo è un lavoro per gli uomini d'attacco, i quali, soprattutto in situazioni di spalle alla porta, possono convogliare le marcature avversarie, liberando gli inserimenti da dietro. Il resto è tutto nelle mani, o meglio nelle gambe, del classe '96, il quale potrebbe beneficiare dei consigli di Gattuso e della sua anima combattiva.

per Milannews.it

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