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"Non potevo andare". Fabregas, no all'Inter: "A Nico Paz, Da Cunha e agli altri devo la vita"

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Yvonne Alessandro
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Yvonne Alessandro
Oggi alle 18:51Serie A
04.10.2026 18:51Serie A
L'allenatore catalano poteva finire ad allenare l'Inter, ma ha preferito rimanere a Como: una scelta di cuore, anche per... i suoi ragazzi
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Alla fine Cesc Fabregas ha davvero rifiutato l'Inter. Il corteggiamento serrato del club nerazzurro due anni fa in estate era reale, ma il tecnico del Como è rimasto al Sinigaglia e dal Festival di Trento ha spiegato cosa l'abbia spinto in questa direzione: "Il no? Sono un pensatore, analizzo molto le cose. So che dei migliori allenatori a fine carriera si contano i trofei, giusto che sia così. Ma parlavamo di Da Cunha: per me come allenatore vale più di un trofeo, lui. Tanti ragazzi sono venuti a Como per me, non lo dico per arroganza. Hanno creduto in me", ha risposto in prima battuta.

No alla big, il motivo reale

In pratica una scelta ben ponderata ma anche riconoscente nei confronti dei suoi ragazzi: "Nico Paz è arrivato qui dal Real Castilla, ora si parla di dargli la 10 di Messi. Due anni fa suo papà ha riposto tutta la sua fiducia in me. Posso dire lo stesso di Alex Valle, di Perrone, di Da Cunha, di tanti altri. Quando li vedo, non posso andare in altre squadre: mi sento in debito, si sono fidati di me e ora devo dare loro tutta la mia vita", ha confidato il catalano di 39 anni.

Guardate oltremanica

Poi l'esempio calzante della poca fretta presente in Premier League, ad esempio in casa Gunners: "Nel calcio di oggi ogni 2-3 partite si butta via tutto, la cosa che vale di più per un allenatore è il tempo. Guardate Arteta: nei primi tre anni è arrivato ottavo, poi ancora ottavo, poi quinto. Ora tutti vediamo che ha vinto la Premier, ma l'Arsenal ha avuto la pazienza e la forza di confermarlo e aspettarlo, anche se allora era pesante".

Fonte: dall'inviato a Trento, Daniele Najjar

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