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Milan e Italia, alla ricerca di giovani di qualità

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Tiziano Crudeli
per Milannews.it
martedì 22 giugno 2010, 00:00Editoriale
autore Tiziano Crudeli
22.06.2010 00:00Editoriale
Tiziano Crudeli
Tiziano Crudeli

Ci risiamo. L'Italia pareggia con la Nuova Zelanda e, come logica conseguenza, rispuntano contestazioni a non finire. Non è bastato un possesso palla pari al 72%, non sono state sufficienti 23 conclusioni a rete, 15 calci d'angolo (a zero), per battere una formazione costantemente arroccata nella propria area presidiata da colossi di 190 centimetri. Un' altra battuta d'arresto. Segno inequivocabile che non tutto fila per il verso giusto ecco il palo colpito da un ottimo Montolivo. Non solo. Anche la Nuova Zelanda, come il Paraguay, con un solo tiro nello specchio della porta, ha segnato un gol che ha messo a nudo le lacune del nostro gioco aereo e ci ha costretti ad un pareggio immeritato. Pur con tutti i limiti in entrambe le circostanze meritavano di più. L'accusa è sempre la stessa: mancanza di qualità. Soprattutto come ha detto De Rossi dopo il match con i kiwi (soprannome dei neozelandesi...): “Manca la qualità nell'ultima fase di gioco.” La delusione è tanta così come la constatazione di una modestia sconcertante, specchio del nostro calcio. E allora tutti a rimpiangere Cassano, Balotelli, Totti. Come se i tre fossero la panacea delle nostre endemiche carenze tecniche. Non sono tre rondini che fanno primavera. Sicuramente il doriano e l'interista hanno elevate proprietà di palleggio,ma il gruppo riveste una maggiore importanza. I singoli, per quanto bravi, sono utili se vengono inseriti in un contesto compatto e ben organizzato che deve metterli nelle condizioni più idonee per esprimere compiutamente le loro doti, in caso contrario sono inutili orpelli destinati a perdersi per strada. Ricordate il Brasile e l'Argentina ai Mondiali del 2006? Due team che pure annoveravano diversi fuoriclasse ma che poi, al lato pratico, non riuscirono a incidere. Totti, invece, merita un discorso a parte nel senso che la non convocazione è stata dettata anche da una sua personale scelta. Più che i giocatori rimasti in Italia alla Nazionale si è avvertita l'assenza di Pirlo, l'unico eccelso regista della combriccola azzurra, bravo nel dettare i tempi e fornire, con giocate di classe, i rifornimenti alle punte che fino ad ora non hanno avuto adeguata assistenza. Neppure Pirlo, però, può fare miracoli se i compagni non si muovono con grande rapidità. La staticità della squadra mette in difficoltà il portatore di palla e il fantasista che nell'impostazione dell'azione offensiva necessitano di avere a disposizione più soluzioni cosa che avviene soltanto nel momento in cui i compagni sono lesti e abili nel fiondarsi negli spazi liberi. Il problema principale comunque rimane l'incapacità di saltare l'avversario e creare quella superiorità numerica che è un buon presupposto per gettare le basi di una manovra imprevedibile, efficace e spettacolare.

Nell'Italia, Pirlo a parte, non c'è chi accende la luce e dà ispirazione ad un gioco stantio e monocorde. Alla qualità comunque va abbinata la velocità di esecuzione. Il Milan di Pirlo, Seedorf, Ronaldinho, aveva l'uno ma non aveva, in fase di costruzione, lo sprint per disorientare le avversarie che, come alzavano i ritmi, pressando a tutto campo, annullavano i funamboli rossoneri. Anche perchè certi giocolieri amano cadenze compassate. Non caso in campionato Seedorf & C. hanno pareggiato due volte contro il Livorno e una con l'Atalanta, retrocesse entrambe in serie B. Per noi milanisti la nota positiva proveniente dal Sudafrica è la prova convincente di Zambrotta che nel match con la Nuova Zelanda è sembrato ritornare agli antichi splendori. Prima però di esaltarci oltre misura aspettiamo ulteriori conferme. Intanto qualcosa in casa rossonera si sta muovendo. Assume consistenza la voce seconda la quale Ibra potrebbe sbarcare dalla nostre parti. Raiola smentisce. Di scuro con l'arrivo al Barcellona di David Villa per lo svedesone la possibilità di trovare posto nell'undici titolare si riduce drasticamente e siccome lui non è il tipo di accettare un ruolo di secondo piano è credibile che abbia manifestato l'intenzione di andare altrove. Certo, il costo del suo cartellino e il suo ingaggio sono proibitivi per le tasche del Milan. Però..... Le certezze si limitano a Yepes e Amelia mentre Storari se ne va alla Juventus in cambio di 4 milioni e 500 mila euro. Un piccolissimo gruzzolo da investire sul mercato. Poco, meglio di niente. Intanto il Milan ha cercato il talentino Lorenzo Tassi, trequartista bresciano quindicenne di grandi doti tecniche offrendo al Presidente Corioni la modica cifra di 5 milioni di euro per acquistare il ragazzino e il diciassettenne portiere Nicola Leali. Tale proposta però è stata rifiutata. A Brescia giocano al rialzo.

per Milannews.it

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