Luis Fabiano e l'ingaggio da top player: un investimento "sanguinoso" per il Milan
Matteo Calcagni
Il contratto di Luis Fabiano, in scadenza nel giugno 2011, aveva fatto immediatamente fiutare l'affare, con ottimistiche sensazioni sul costo del cartellino del brasiliano che, proprio per ragioni contrattuali, avrebbe potuto subire un netto sconto rispetto alla scorsa stagione. Il problema, tuttavia, oltre alla fermezza dimostrata da Del Nido nel trattenere i propri gioielli, è rappresentato dalle ambizioni dell'agente del giocatore, Jose Fuentes, il quale ha dichiarato che il suo assistito, alla stregua di campioni come Ibrahimovic e Drogba, meriterebbe un ingaggio di quella portata. Il Milan, dal canto suo, ha da tempo stabilito un tetto massimo di ingaggi, più volte rimarcato da Galliani anche a causa della disparità con la fiscalità spagnola.
L'operazione Luis Fabiano, il cui cartellino potrebbe essere strappato per una cifra intorno ai 12/15 milioni di euro (sempre che Del Nido non alzi la posta a seguito di un Mondiale da protagonista), avrà dunque la pesante aggravante di un super ingaggio: Jose Fuentes, paragonando il proprio assistito ai big d'Europa, ha dimostrato di aspirare ad uno stipendio di alta caratura per il proprio giocatore. Una cifra, dunque, alla pari o superiore ai 5 milioni di euro che, tramutata in termini lordi all'interno di un eventuale triennale, andrebbe ad innalzarsi ad una trentina di milioni complessivi. L'attaccante brasiliano, che compierà trent'anni il prossimo 8 novembre, potrebbe andare a gravare di circa 50 milioni sulle, già non troppo rosee, casse rossonere: in un periodo di conclamata austerity, ragionevolmente, sarebbe più opportuno investire una somma del genere per rinforzare chirurgicamente tutti i reparti.


