Benvenuto Allegri: ora un mese di scelte, tra "cacciatori" e "combattenti"
Matteo Calcagni
Massimiliano Allegri, dopo più di un mese di attesa, è diventato ufficialmente il nuovo allenatore del Milan. Un'attesa inusuale e senza precedenti, tra tournèe americane, dubbi ricorrenti, viaggi continentali e misteri sul fronte pagamenti arretrati. Il tecnico toscano, dopo il caldo pomeriggio del 22 maggio, quando incontrò ad Arcore il presidente Berlusconi, ha atteso ben 34 giorni per poter finalmente appore la sua firma sul "patto col Diavolo". Landucci Grani e Folletti, appartenenti allo staff già alla guida del Cagliari, seguiranno Allegri anche nella sua nuova avventura milanista. Diversa la sorte per Davide Astori (23) che, nonostante l'apertura ad un ritorno in rossonero, rimarrà a Cagliari anche per la prossima stagione. Allegri avrebbe gradito caldamente il centrale bergamasco ma, evidentemente, le parti hanno convenuto per il rinnovo della comproprietà. Fururo dissimile, forse, per Andrea Lazzari (25) che, nelle scorse settimane, è parso molto vicino ai colori rossoneri, essendo uno dei pupilli dell'ormai nuovo tecnico rossonero: a facilitare l'operazione potrebbe essere l'inserimento del giovane difensore Elia Legati (24), riscattato la settimana scorsa dal Crotone.
Come più spesso ricordato da Galliani, tuttavia, decisive in termini di mercato saranno le varie cessioni: oltre al trio Kaladze, Jankulovski e Oddo, decisamente restio a rinunciare ad un'annualità pesante per accasarsi in realtà minori, potrebbero aggiungersi anche altri nomi sul fronte partenze. Oltre alle bizze di Ronaldinho (30) che, attirato dal Soccer "made in USA", potrebbe decidere di salutare la truppa, si potrebbe aggiungere anche l'addio a Gennaro Gattuso (32). Il roccioso incontrista, secondo quanto dichiarato negli ultimi giorni, potrebbe decidere di cambiare aria, soprattutto nel caso che Allegri, dopo aver discusso con la dirigenza, decidesse di non voler puntare su di lui: "Ringhio", che già con Leonardo aveva manifestato la volontà di andarsene, sicuramente non resterà in rossonero se le prospettive di impiego rimarranno le stesse. Parentesi a parte per Klaas-Jan Huntelaar (26): il "Cacciatore" olandese, indicato da tutti come il sacrificabile "numero uno", non ha nessuna intenzione di lasciare il Milan, avendo di fatto rifiutato ogni proposta presentatagli (Tottenham, Wolfsburg e Fenerbahce). Il tecnico toscano, che il primo anno a Cagliari è riuscito a far coesistere Matri e Acquafresca, potrebbe decidere di trattenere l'ex Real Madrid, magari utilizzandolo in una posizione più consona alle sue caratteristiche rispetto alla stagione passata. Il giorno del ritiro, fissato al 20 luglio, corrisponderà anche alla presentazione ufficiale dell'allenatore livornese: una data in cui, in un modo o nell'altro, bisognerà aver già intrapreso gran parte delle scelte inerenti alla prossima stagione, indicando i possibili tagli e gli imprescindibili rinforzi.


