Var e Gigio falsi problemi. Lo strano uso di Montella. Pogba, la notizia oscurata
Mauro Suma
Tutti in buona fede ad invocare la Var per le coppe europee. Giusto, per chi fa comunicazione. A chi invece rimane solo con le proprie sensazioni, resta un retrogusto amaro. Come se anche con l’esame della Var, quel rigore londinese sarebbe stato comunque assegnato. Siamo anime nere e allenati purtroppo ai cattivi pensieri, e invidiamo molto chi vive meglio e vola più alto. Ma che volete farci…L’arbitro ne aveva già una mezza intenzione, l’addizionale ha firmato il dispositivo. Ad aprile, la Uefa e il Milan in un certo senso si rivedranno. Forse si sono già visti in qualche modo, all’Emirates. Dove l’Arsenal ha passato il turno, in fondo meritatamente. Noi non pensiamo che il Milan si sarebbe qualificato, senza la simulazione del giovane imbroglione (cit.) elogiato dal suo allenatore. Ma era giusto e sacrosanto che la partita di ritorno, e lo stesso doppio confronto che è fatto di una andata e di un ritorno, che insomma tutto potesse continuare senza essere contaminato dal tarlo e senza essere inquinato dall’amarezza. Il Milan è uscito dall’Europa League a causa della partita d’andata, dove Gigio ha fatto una buona gara. Ed era già uscito dall’Europa League, quando, dopo comunque un’altra buona gara, Gigio ha commesso l’errore su Xhaka. Il Milan ha pagato la desuetudine europea all’andata e ha pagato qualcos’altro al ritorno, ma l’impatto di Gigio sul doppio confronto con l’Arsenal è assolutamente ininfluente. Anzi, sono agli atti tante belle parate di Donnarumma, sia a San Siro che a Londra.
Sia ben chiaro i conti, in tutti i sensi, fra Montella e il Milan sono chiusi. Al tecnico campano ha fatto bene andare al Siviglia come ha confermato la bellissima impresa di Manchester e il Milan è felicissimo di avere il suo Rino Gattuso in panchina. Allo svizzerelli che accusa chissà chi di provare gioia per le sconfitte di Vincenzo in Liga, ricordiamo che anche qui i conti sono chiusi: quando Montella ha affermato che il Siviglia ha più prestigio del Milan in Europa, ha perso a stretto giro molte partite e c’è chi sui social gliel’ha ricordato. Punto e a capo. La partita con osservatori più attrezzati era ben altra. Gli estimatori in salsa anti-rossonera di Pistocchi e Ziliani, avevano aperto a dicembre una partita mediatica tutta diversa. Avevano pronosticato che Montella fosse un falso problema, che anche Gattuso avrebbe fatto male e che tutto questo avrebbe dimostrato che la squadra costruita da Mirabelli era un flop. Hanno perso clamorosamente questa partita e hanno usato Manchester come un rigurgito, quasi come un ruttino dopo tanto silenzio forzato. Perché non è andata come speravano gli altri? Presto ricordato: per il Siviglia prima dell'arrivo di Montella alla 18esima giornata, la zona Champions distava 5 punti, ora alla 28esima la zona Champions dista 11 punti. Per il Milan fino alla 14esima giornata la zona Champions distava 12 punti mentre alla 27esima la zona Champions dista 6 punti.
L’uso pretestuoso di Montella da parte degli anti-Mirabelli, ha fatto passare sotto silenzio sui social la vera notizia dell’Old Trafford. Ovvero il fallimento dell’operazione Pogba. A noi non interessa quanto stabilirà il fisco in relazione a Mino Raiola né se ci sia effettivamente qualcosa da stabilire, ma pensiamo che in fondo in fondo un dibattito interno sui giocatori di Raiola i grandi club europei dovrebbero aprirlo. Il Liverpool porta ancora le cicatrici economiche e sportive dell’operazione Balotelli, così come all’ennesima potenza le ha su di sé il Manchester United in relazione a Paul Pogba. Siamo di fronte ad un vero e proprio bagno di sangue, in termini finanziari e di risultati sul campo. Sono i giocatori di Mino, baby. Frastornati ormai dall’abitudine di vivere come evento il loro trasferimento, non il loro rendimento sul campo. Pressati e inseguiti da cifre insostenibili psicologicamente, che vengono puntualmente rinfacciate loro al primo passo falso. E’ il mondo di Raiola, strategie, tanti zeri, diffidenze, spregiudicatezze. E chi cerca di arginare tutto questo o di tutelarsi in qualche modo, viene anche messo sotto accusa. Non è tutto oro quel che luccica durante le estati spettacolari di Mino e non noi che non contiamo niente, ma chi ne porta poi le conseguenze, tra alte dirigenze e giocatori importanti, dovrà prima o poi soppesare seriamente tutto questo. Senza farsi necessariamente abbacinare dal personaggio e dal suo alone.


