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I segnali di Gattuso e le sue scelte vincenti. Cutrone si conferma attaccante di livello. Kalinic si faccia un esame di coscienza, ma ribaltare le gerarchie sarà durissimo

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 19 marzo 2018, 00:00Editoriale
autore Pietro Mazzara
19.03.2018 00:00Editoriale
Pietro Mazzara
Pietro Mazzara

La sosta arriva al momento giusto, ma questo Milan non muore mai e anche contro il Chievo ha saputo dimostrarlo. La squadra, dopo il gol di Inglese, poteva sfilacciarsi, andare in depressione con il grande rischio di perdere il treno europeo. Invece no. Il Milan ha saputo reagire, cambiare pelle nella ripresa tornando al 3-5-2 e trovando nei suoi due attaccanti under i gol decisivi. Nikola Kalinic, non convocato, dovrà mettersi in testa che il suo atteggiamento è diametralmente opposto a quello di Cutrone e, soprattutto, di André Silva. Il portoghese ha saputo rialzarsi dal momento buio e nel corso di sette giorni trova due gol da sei punti per il Milan, mentre Patrick, che taglia il traguardo dei 15 gol stagionali, rimane il miglior centravanti a disposizione di Gattuso. La sua rete, convalidata con la VAR che cancella la topica del primo assistente Passeri, è quello che ribalta la situazione psicologica della gara. Il boato di San Siro al momento della convalida è di quelli che si sentono fino in Piazzale Lotto, la sua corsa sotto la Sud per prendersi l’urlo dei tifosi carica ulteriormente i compagni e lui, adesso, pensa all’esordio in nazionale maggiore che potrebbe arrivare a Wembley contro l’Inghilterra. Un anno magico, per un ragazzo che un anno fa iniziava ad allenarsi con la prima squadra con rabbia e umiltà. Doti che gli fanno dare tutto, anche quando magari non gli arriva un pallone pulito in area come accaduto spesso. Dopo la nazionale, probabilmente, verranno accelerate le pratiche per il nuovo contratto con il nuovo ingaggio.

Dal canto suo, André Silva si sta dimostrando uomo della provvidenza dalla panchina. Il portoghese sta capendo che deve essere meno étoile e più concreto. A Genova il gol è stato bello e decisivo, quello di ieri è stato da rapinatore dell’area di rigore e i mormorii di San Siro sono un vecchio ricordo. Adesso ci vuole ancora continuità e concretezza per poter abbinare al suo talento quelle doti da numero 9 che gli hanno già permesso di arrivare a quota 10 in stagione. In tutto questo, come detto, Kalinic dovrà prendere la partita dei suoi due compagni e caprie come mai loro riescono a fare certe cose e lui no. Ma stando così le cose, ad oggi, lui è il terzo attaccante centrale e in estate – dovessero continuare così le cose – gli converrebbe guardarsi attorno tra Cina e Germania, perché il rischio che non ci sia più spazio per lui è molto alto. Anche Ricardo Rodriguez sta finendo i bonus, ma lo svizzero almeno ci mette impegno tangibile.

Adesso due giorni di riposo e poi di nuovo con i caricatori attaccati per rimettere energie nelle gambe e nella testa, perché il double Juventus-Inter sarà fondamentale per le ambizioni Champions di un Milan tirato su da Gattuso da una polvere troppo brutta per esser vera. Rino, premiato dalle sue scelte. Sia in campo sia per chi è stato mandato in tribuna. Senza rancore, ma con una ragione grande così.

per Milannews.it

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