Cinque buoni motivi per rinnovare il contratto a Gattuso ma senza avere fretta
Alberto Cerruti
Alzi la mano chi non vuole il rinnovo di Gattuso. Se ne trovate uno, sicuramente non è un milanista. Soltanto un pazzo, infatti, tra i milioni di rossoneri sparsi per il mondo sarebbe contrario alla conferma di Gattuso, perché ci sono almeno cinque buoni motivi per rinnovare il suo contratto.
Il primo, e più scontato, motivo è legato ai risultati. Da lunedì 27 novembre, quando è stato promosso dalla “Primavera” alla prima squadra, il Milan è salito dal settimo al sesto posto, che vuol dire ritorno in Europa League, passando da un meno 6 a un più 6 sulla Sampdoria, ma soprattutto da un meno 16 a un meno 5 rispetto all’Inter e da un meno 12 a un meno 5 dal quarto posto, prima della Roma oggi dell’Inter, con un derby da recuperare. Era dal 2013 che il Milan non infilava 10 partite consecutive senza sconfitte, con una media di 2,14 punti a partita, inferiore soltanto a quella di Allegri e Sarri. Senza dimenticare la possibilità di vincere la coppa Italia contro la Juventus, dopo aver eliminato Inter e Lazio.
Il secondo motivo è legato al modo con cui Gattuso ha risollevato il Milan, con tante mosse decisive, a dimostrazione della sua personalità. Il cambio del modulo, in partenza o in corsa, dal 4-3-3 al 4-4-2; il definitivo lancio di Cutrone e Calabria; il recupero di Silva, decisivo nelle ultime due gare vinte contro il Genoa e il Chievo; il varo di una squadra-base; e infine il coraggio di escludere Kalinic dalla lista dei convocati, per scarso rendimento.
Il terzo motivo è legato allo stile di Gattuso, che sta dando un grande esempio a tutti con le sue dichiarazioni, prima e dopo le partite. Invece di prendersela con gli arbitri, come avrebbe potuto fare dopo il clamoroso rigore negato contro l’Arsenal, ha sempre escluso qualsiasi alibi, a costo di assumersi colpe non sue, per il rendimento di alcuni giocatori o le panchine di Silva. Ma soprattutto non ha mai messo fretta ai dirigenti per rinnovare il suo contratto, invece di sfruttare il momento favorevole.
Il quarto motivo è legato all’amore dei tifosi. Gattuso è uno di loro, perché ha vinto tutto con il Milan, diventando campione d’Italia, d’Europa e del mondo, nel cuore di tutti per la sua generosità e umiltà. Anche se oggi tutti hanno capito che Gattuso non è soltanto grinta e sudore, ma anche tattica e organizzazione.
Il quinto motivo è legato a un felice precedente. Quando fu presentato, lo ribattezzammo poveRino perché nessun allenatore può fare miracoli arrivando in corsa e infatti ancora oggi ci sembra difficile il traguardo del quarto posto, ma il fatto che se ne parli è già un suo successo. Così Gattuso, come Ancelotti, ha gettato le basi per un lavoro che darà frutti nel tempo, anche se non centrasse il quarto posto. E guarda caso anche lui, come Ancelotti, è arrivato sulla panchina del Milan dopo un pareggio, sempre in novembre, contro il Torino.
Paradossalmente, però, proprio per tutti questi motivi, non c’è fretta di rinnovare il contratto di Gattuso. Perché lui ha già dimostrato di meritare il Milan, ma quale Milan ci sarà a fine stagione, quando i nodi societari, e dell’Uefa, verranno al pettine di chi deve rinforzare la squadra?


