Il caso Donnarumma diventa sempre più giallo per via della doppia indagine su Mino Raiola
Franco Ordine
Evviva, s’è svegliato il procuratore federale Pecoraro. Mino Raiola, il famoso, ricco e polemico agente di calciatore, è finito nel mirino della giustizia sportiva che intende deferirlo per la famosa frase “questa federazione fa schifo” e sotto i riflettori della giustizia olandese che deve indagare sui suoi guadagni dal 2014 al 2017 nonostante il trasferimento di residenza presso Montecarlo. In tal senso tutti i contratti sottoscritti con il Milan in quel periodo sono finiti sul tavolo degli inquirenti. Ne vedremo e ne sentiremo delle belle prossimamente. Il coinvolgimento di Raiola nella doppia inchiesta può contribuire a offrire una luce diversa alla vicenda Donnarumma che è diventato, un anno dopo la firma del contratto, un altro tormentone. Cominciamo dal contorno prima di arrivare alla polpa della questione. In un paio di circostanze, prima del derby e poi alla vigilia della finale di coppa Italia, sui giornali specializzati e non, sono apparse notizie relative all’interesse del Psg per il giovane portiere rossonero. Elementare la ricostruzione: chi ha fatto uscire quelle “voci”? Naturalmente l’entourage di Raiola che da qualche tempo ha ripetuto il suo intento sotto forma di pronostico (“Reina sarà il prossimo portiere del Milan”). Fassone e Mirabelli che avevano la pistola scarica un anno fa, adesso hanno in mano il contratto di Reina e possono dettare le loro condizioni. Che sono le seguenti: 1) dev’essere Gigio a richiedere la cessione e in questi giorni ha maturato il convincimento in tal senso; 2) il prezzo lo fa il club italiano e non il suo agente che è interessato, per ottenere lauta provvigione, a non superare l’asticella di 30-40 milioni.
A questo punto l’argomento si dispone a un paio di altre riflessioni. La prima, sotto forma di quesito, è la seguente: conviene al Milan cedere Donnarumma? La risposta, esplicita, è la seguente: dal punto di vista economico senz’altro, specie in caso di multe e/o limitazioni di mercato da parte dell’Uefa. I milioni incassati dal cartellino più quelli risparmiati sullo stipendio (36 milioni al loro delle tasse) consentirebbero a Fassone di far quadrare i conti. Ma la valutazione più importante è quella del profilo tecnico. Si è capito che Donnarumma, discusso, criticato, non sereno insomma come ha sancito Gattuso, può diventare un fuscello trascinato via dal vento. O lui e la sua famiglia adottano un provvedimento drastico (nei confronti di Raiola) oppure è meglio lasciarlo partire perché prima o poi il suo destino calcistico sarà identico a quello di Balotelli. Ultima annotazione che riguarda la prossima sfida con la Fiorentina. Visto che va di moda il domandone, c’è da chiedersi: è opportuno schierarlo domenica pomeriggio a San Siro in uno stadio in qualche modo ostile? La risposta di Gattuso è scontata: sì, dieci, cento volte sì. Forse è il caso di riflettere qualche minuto.


