De Vrij libera tutti. Commissione Pogba? Giocatori: i miei e i tuoi. Il 1988 l'anno che...
Mauro Suma
Siamo stati a tanto così. Il tentativo è stato fatto, ma il caso non è salito di tono. Sì alla panna, no alla panna montata. Il tentativo è stato quello di disegnare un Milan fuori dal settlement Uefa e fuori dalle coppe europee, pur di creare un tema che oscurasse quello di De Vrij. Ma anche il mondo dei siti creduloni a caccia di click comunque sia e purchessia si è dato un limite, la cosa era così incredibile che la tattica trita e ritrita di farla riprendere da tutti per far parlare di loro invece che di noi almeno questa volta non ha funzionato. Noi che se andiamo in Europa League va bene, mentre se ci va il Milan è un fallimento. Noi che sono cinque anni che facciamo mercato con 432 milioni spesi e sono cinque anni che non ci andiamo in Champions (anche se domani sarà purtroppo la volta buona...), mentre se il mercato lo fa il Milan per un anno ci permettiamo di giudicarlo, noi che dopo Pechino sono sette anni che non giochiamo una finale nemmeno per sbaglio, mentre se lo fa il Milan abbiamo da dire su come ci arriva e su come la gioca. Benedetti i 230 milioni meno 70 di mercato in uscita, benedetti che han fatto parlare tutti...tutti quelli che dovrebbero prendere atto che in Premier League con i 170 milioni effettivamente spesi dal Milan nell'estate 2017 di giocatori ne prendi 2. Non 11 come ne ha presi il Milan...Comunque ci sono riusciti, anche noi non parliamo di De Vrij. Lo farà la giurisprudenza calcistica?
Noi non sappiamo quanto valga Donnarumma e se Donnarumma abbia un prezzo fissato per il suo cartellino, ma se fosse vero quanto si è scritto sui giornali in settimana, e cioè una valutazione Milan di 70 milioni di euro e una valutazione Raiola di 30 milioni di euro, sarebbe tutto davvero curioso, carino, singolare, originale, bizzarro. In effetti, a voler fare le anime nere, la differenza tra 30 e 70 è, suppergiù quella della commissione che scaturì nell'estate 2016, versata da entrambi i club coinvolti nell'operazione Pogba, ossia 37 milioni di euro stando alle fonti di stampa. Ma sarà sicuramente una fortuita coincidenza. Nel caso in cui si ritenesse di ritentarci, nel caso in cui fosse davvero questa l'intenzione, magari di aggirare con la commissione il Fair play finanziario, ma ci stiamo sicuramente sbagliando, vale la pena ricordare a tutti che il buon Gustavo Gomez è rimasto un anno al Milan per una differenza di mezzo milione di euro fra domanda e offerta. Il proprietario cinese, il presidente cinese del Milan, quando è messo alla prova dei fatti non si piega mai. Nè per ricevere un altro prestito, ne per mezzo milione di euro, ne per 37 e nemmeno per 40. Tranquilli.
Quando un Club cambia proprietà, si tratta di una dinamica abbastanza normale. Silvio Berlusconi si ritrovò in dote da Farina nel 1986 soggetti del calibro di Baresi, Maldini, Tassotti, Filippo Galli, Evani e Virdis, la nuova proprietà del Milan 2018 se ne è vista lasciare in dotazione altri. Comunque giovani, comunque interessanti e comunque di talento. In casi del genere, bisogna conservare il sangue freddo, essere lucidi e non sanguigni. Tanto le cose fanno il loro corso e nessuno manca di rispetto a nessuno, vicende delicate come i cambi di proprietà vengono indirizzate dai meccanismi più che dalle persone. In ogni caso il nuovo Milan non ha affatto rinnegato quanto ha potuto gestire dopo il passaggio di consegne, tant'è vero che sono stati rinnovati i contratti, con i giocatori sostanzialmente riacquistati, a Donnarumma, Suso, Calabria, Cutrone e Plizzari. E si vuole assolutamente fare la stessa cosa con e per Romagnoli. La giovane età e le prospettive del Milan restano un valore, ma se con il passare degli anni cambiano le idee e le scelte questo non significa mancare di rispetto. Rino Gattuso, uno che ha il Milan non solo nel cuore ma anche e soprattutto nella testa, adesso vuole in gruppo per la prossima stagione sempre più serietà, sempre più orgoglio di appartenenza e sempre più esperienza. Ma il suo non è un capriccio o un modo per prendere le distanze da chissà chi. Semmai una scelta di vita, perchè per Gattuso il Milan è una cosa molto seria, una questione di tutta una vita.
Milan TV ha iniziato martedì 15 maggio, giorno del 30esimo anniversario dello Scudetto di Como, la programmazione di un bellissimo speciale: 1988, l'anno che ha cambiato il calcio. In molti ci hanno scritto: è stato come rivivere quei momenti, ci avete fatto tornare giovani. Nel ringraziare per i complimenti, a nome del Milan e della redazione del Canale, è scappata anche a noi qualche lacrimuccia. Perchè quando scorre il film della storia, ripassano alla memoria in controluce i momenti della vita di qualsiasi tifoso. Anche a noi è tornato alla mente l'urlo nel silenzio, eravamo impegnati nella cronaca di una gara del campionato Interregionale, che facemmo al gol di Gullit a Torino. Pensavamo che dopo il gol di Prati del 1970 non si potesse più vincere sul campo della Juventus...E poi quel sorriso che ci fece Carlo Ancelotti a Milanello sul punto di partire per la trasferta di Ascoli (Destro, Cornieti, Gullit): "Tranquillo che prima della fine della stagione qualcosa ci inventiamo...". Quel giorno che il Milan venne a Lacchiarella, parco sud Milano, centro commerciale Il Girasole, a Scudetto appena vinto, con i giocatori in divisa trascinati dai tifosi a cantare: "Guarda le, guarda le, guarda le bandiere...". Quella macchina inchiodata a Locate Triulzi, sempre parco Sud Milano, mentre seguivamo una notizia di cronaca: un tg di metà giornata mostrava proprio in quel momento con la grafica di quei tempi l'abbinamento del primo turno di coppa dei Campioni, Vitocha-Milan...Al diavolo i freni e l'incidente stradale sfiorato...Grazie Milan TV, perchè le onde della vita vanno e vengono, ma la montagna in mare è sempre e solo quella, solo la montagna rossonera.


