Mazzata tremenda dall’Uefa. C’è chi ha sbagliato, ma di mezzo ci va solo il Milan
Antonio Vitiello
Che sia una sentenza politica o no, il punto è un altro: qui ci va di mezzo solo il Milan. L’Uefa ha detto no alla richiesta di settlment agreement, danneggiando gravemente l’immagine di un club storico e blasonato come il Milan. Solo lunedì eravamo a San Siro a celebrare stelle del calibro di Sheva, Inzaghi, Nesta e Rui Costa che hanno reso grande questa squadra nel mondo, oggi ci troviamo a riflettere sul futuro di questa società.
Evidentemente qualcuno ha sbagliato, qualche conto non è stato fatto a dovere, in primis una proprietà poco chiara. Se l’Uefa ha bocciato per ben due volte il piano del Milan, qualche problema c’è. Ok il voluntary agreement, tentativo estremo di accordarsi con l’Uefa, ma nessuno si aspettava il rifiuto del patteggiamento che di solito viene accordato a tutti. La gravità della situazione forse non è chiara, il settlment agreement è stato sempre concesso, tranne ad una società russa non di prima fascia, questo è storicamente un danno gravissimo al Milan, vuol dire che l’Uefa non crede alle documentazioni fornite da Fassone, non crede in questa proprietà cinese e non crede nemmeno ad Elliott che si è offerta per fare da garante.
Il comunicato dell’Uefa parla chiaro: “la camera di investigazione è del parere che permangano ancora incertezze sul rifinanziamento del prestito e sul rimborso delle obbligazioni da effettuare entro ottobre 2018”. Troppe incertezze sul rifinanziamento, troppe incertezze sull’azionista di riferimento, mister Yonghong Li, e poche certezze anche sui ricavi futuri, soprattutto quelli cinesi. La società fino a ieri si è sempre detta fiduciosa, ma i fatti dicono il contrario, c’è il rischio di penalità più forti del previsto.
In tutto questo ci va di mezzo solo il Milan e i suoi tifosi, stufi di dover ingoiare bocconi amari da mesi. “Ci sono rimasto male francamente, da domani mattina parte l’analisi del dispositivo da parte dei nostri legati, averci deferito rappresenta un danno importante sotto il profilo dell’immagine. Il rinvio comunque ci getta nell'amarezza e credo che la società meritasse un settlment che però non è arrivato". Sperando che il lavoro dei legali possa quantomeno limitare i danni. La consultazione della documentazione da parte del club verrebbe fatta per valutare un eventuale ricorso, non certo per fare causa all’Uefa e peggiorare la situazione, la linea non sarà certamente aggressiva.


