Gazzetta - Milan, Mr.Li bocciato ancora: creata una task force per analizzare la decisione dell’Uefa. Ecco cos’è successo e cosa può accadere
Enrico Ferrazzi
Un fulmine a ciel sereno: è questo l’effetto che ha avuto il no dell’Uefa che ha deciso di non concedere al Milan il settlement agreement. In via Aldo Rossi, nessuno si aspettava una sentenza di questo tipo e si tratta di un colpo pesante per la reputazione del club milanista e per il calcio italiano. L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport riferisce questa mattina che nelle scorse ore è stato formato un pool di lavoro con l’ad Marco Fassone, gli avvocati Mattia Grassani e Roberto Cappelli e Valentina Montanari che guida l’area finanziaria, per analizzare la decisione presa dall’Uefa.
DUBBI SU LI - Al centro di tutta questa questione c’è ancora un volta la proprietà cinese di Yonghong Li: sul presidente rossonero, ci sono infatti ancora troppi dubbi e le perplessità sulla sua figura sono arrivate fino a Nyon. A pesare sulla decisione dell’Uefa è stato poi il mancato rifinanziamento del debito con Elliott, con il club di via Aldo Rossi che da tempo è alla ricerca di un nuovo prestito da 500 milioni di euro per rimborsare il fondo americano. Se, come dice Fassone, il Milan ha tre proposte di rifinanziamento, è logico che Mr.Li ne accetti una a breve.
LE SANZIONI - Ma cosa rischia adesso il Diavolo? La società rossonera verrà giudicata a metà giugno dalla camera giudicante dell’Organo di Controllo Finanziario per Club UEFA (CFCB), la quale potrebbe limitarsi ad una multa con limitazioni al numero di giocatori iscrivibili all’Europa League, ma anche escludere il Milan dalle Coppe europee. Quest’ultima sarebbe la sanzione più grave e in quel caso il club di via Aldo Rossi potrebbe fare eventualmente ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna.


