Le cinque qualità indispensabili che dovrà avere il nuovo proprietario per riportare il Milan in Champions
Alberto Cerruti
Finalmente lo hanno capito tutti. L’esperienza con i cinesi, che non voglio nemmeno nominare, è da dimenticare in fretta, perché è stata un fallimento societario prima che sportivo. Ben venga allora un nuovo proprietario, a quanto pare americano, che però abbia cinque qualità per riportare al più presto il Milan in Champions League, perché questo deve essere l’obiettivo, a prescindere dalle decisioni dall’Uefa.
Il primo, indispensabile, requisito è la solidità economica del prossimo presidente, proprio nel ricordo delle difficoltà di chi lo ha preceduto. Se il Milan è in questa situazione, infatti, deve ringraziare soprattutto chi ha acquistato il pacchetto di maggioranza delle azioni della società rossonera, senza averne la possibilità economiche, con un atteggiamento misterioso come il suo ruolo di presunto imprenditore. Basta con i prestiti e i discorsi sui rifinanziamenti per saldare il debito, con relativi e crescenti interessi. Serve chi ha fondi suoi, tangibili e non occulti.
La seconda caratteristica, per rassicurare squadra e tifosi, è la presenza, perché al limite si può anche vivere lontano, ma ci deve essere un contatto con i giocatori in prima persona e non soltanto attraverso altri dirigenti. Vivere una vigilia a Milanello, scendere negli spogliatoi a San Siro, parlare con i giornalisti, rispondendo alle loro domande e non affidarsi soltanto a freddi e banali comunicati tradotti da altri, a costo di farsi aiutare da un interprete, o meglio ancora parlando in italiano. Così dovrebbe essere il prossimo numero uno del Milan.
Ovviamente, poi, c’è l’esigenza di rinforzare la squadra, l’argomento che sta più a cuore ai tifosi, perché avere soldi propri è importante, ma non è sufficiente. E proprio ricordando i troppi soldi buttati via l’estate scorsa, non è da escludere che chi arriva decida di sostituire qualche pedina nell’attuale organigramma societario, come del resto si fa spesso in occasione dei cambi di proprietà. Acquistare bene a prezzi giusti, con uno staff esperto e all’altezza, è il segreto che distingue le grandi società perché soltanto da una nuova società può nascere un Milan capace di tornare finalmente protagonista in Italia e in Europa.
Tutti vogliono vincere, ma senza un programma alla base è più difficile, anche perché non si possono più illudere i tifosi. E allora ecco il quarto punto, non meno importante dei precedenti, che riguarda i tempi di sviluppo del cosiddetto progetto. Meglio dire che occorrono tre anni per rivincere lo scudetto, piuttosto che promettere subito il quarto posto per rientrare in Champions, ma soprattutto cercare di avere le idee chiare, magari ripartendo da una squadra più italiana, con un occhio alla carta d’identità.
E infine, come ultimo punto e non come primo, andrà chiarito una volta per tutte che cosa si vuole fare per lo stadio, che comunque rimane la cornice, importante ma sempre meno del quadro, cioè la squadra. O si ristruttura San Siro insieme con l’Inter, o si pensa con i fatti, non con le parole, a un nuovo stadio, ma senza perdere tempo, perché in un caso o nell’altro se ne è già perso abbastanza. Proprio come con i cinesi.


