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Cari Commisso e Yonghong Li: FATE PRESTO. Per avere successo al Tas serve un accordo

autore
Franco Ordine
per Milannews.it
giovedì 28 giugno 2018, 00:00Editoriale
autore Franco Ordine
28.06.2018 00:00Editoriale

La sentenza è arrivata. E con la sentenza è venuto a galla il trattamento “speciale” che è stato riservato al Milan rispetto ad altri club (Inter e Roma per fare solo riferimenti al calcio italiano, Psg e Manchester City per parlare di altri paesi) che si ritrovavano nelle stesse condizioni dei rossoneri. Non solo ma ha documentato anche lo strabismo pericoloso: invece di rispondere dei 120 milioni sforati nel triennio 2014-2017 è stato cacciato dall’Europa league per la sfiducia nei confronti del presidente Youghon Li. Adesso però è cominciata un’altra partita che si sta giocando tra New York, sede di Goldman Sachs e dell’italo-americano Commisso, e Hong Kong dove si trova il presidente cinese del Milan. Per avere un qualche successo in occasione del ricorso al Tas di Losanna e coltivare la speranza che il tribunale rispedisca Fassone dinanzi all’Uefa, c’è bisogno di un elemento in più. Che può essere costituito solo dalla presenza, in qualità di nuovo socio, del patron dei NY Cosmos. Proprio Rocco Commisso, in una intervista al quotidiano America oggi molto letto tra i paisà della Grande Mela, ha ribadito di essere disposto a chiudere la trattativa, ha lamentato l’assenza dell’azionista alla trattativa e sottolineato che vuole il Milan e solo il Milan perché si ritiene in grado di garantirgli un ottimo futuro.

Adesso, al netto dell’autostima del calabrese che ha fatto fortuna negli Usa, bisogna ripartire da un famoso titolo di giornale pubblicato in Italia in altre circostanze e per motivi molto diversi dalle vicende calcistiche dei rossoneri. Quel titolo a tutta pagina e a caratteri giganteschi recitava così: FATE PRESTO. Ecco: è il caso di farlo sapere al broker cinese YoughonLi che nel frattempo ha raccolto i 32 milioni con cui può rispedire il fondo americano Elliott dietro le quinte della vicenda. È il caso di segnalare che al di là delle strategie asiatiche, il negoziato va chiuso nel giro di qualche giorno se si vuole davvero avere le carte in regola e salvaguardare il buon nome del Milan. Fassone nel frattempo si può e si deve preoccupare soltanto di reclutare qualche avvocato che conosca bene i meccanismi del Tas di Losanna. È evidente che fin qui, presso l’Uefa, il Milan non è stato giudicato per i suoi peccati ma soltanto per il pregiudizio che ha circondato e circonda ancora Youghon Li e la provenienza dei suoi capitali.

Deve fare presto anche Commisso abbandonando la comunicazione del “qui comando io”, sedendosi al tavolo, e tessendo la tela della trattativa con la collaborazione della Goldman Sachs senza pensare di imporre le proprie regole e/o abitudini americane a un cinese che non si smuove di un centimetro e non si lascia certo impressionare dalla sentenza dell’Uefa. Fate presto è l’appello che dovrebbero firmare tutti coloro che hanno a cuore le sorti del calcio italiano e la sua reputazione che è stata vilipesa senza che nessuno sia intervenuto.

per Milannews.it

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