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Fuori i mercanti dal tempio

autore
Fabrizio Tomasello
per Milannews.it
domenica 1 luglio 2018, 00:00Editoriale
autore Fabrizio Tomasello
01.07.2018 00:00Editoriale
Stefano Montesi
Stefano Montesi

Credibilità, ostaggio, mercanteggiare, bluff, sono queste le parole chiave dell’estete 2018 del tifoso rossonero. Ben altra cosa rispetto a quelle che i milanisti cullavano e accarezzavano l’anno scorso: acquisto, rinnovo, top player, gran colpo, fino allo slogan definitivo Passiamo Alle Cose Formali. 
Sembra passato un secolo, e invece era appena 12 mesi fa. Da allora ne sono successe di cose, talmente tante che servirebbe un libro non un editoriale per riepilogarle con cura. Tutte con un minimo comun denominatore: “benedetto Berlusconi, perchè l’hai fatto?”. Oddio, poi basta apprendere che Fininvest ha fatto bingo grazie al Milan, chiudendo il bilancio 2017 con una plusvalenza di 611,5 milioni realizzata con la cessione del club, e la risposta si materializza come per incanto. Ma questo è un altro discorso.

Dicevamo del closing dello scorso aprile quando, a fronte di una supervalutazione che oggi fa alzare i calici in quel di Arcore, il leggendario e blasonato Milan è finito nelle mani scivolose e inaffidabili di Yonghong Li, sgangherato ed improbabile azionista di riferimento della società. Oggi con una tripla bocciatura rimediata dall’Uefa per difetto di credibilità (ecco la prima parolina magica), la cessione del club in stand by per colpa degli sbalzi d’umore di mister Li che tiene il Milan in ostaggio (la seconda parolina), i continui giochi al rialzo del proprietario cinese del club rossonero nei confronti del potenziale acquirente Rocco Commisso, ormai stufo di questo mercanteggiare (la terza parolina), ci apprestiamo a saggiare la consistenza e la rilevanza dell’ultima mossa di Yonghong Li. Secondo i bene informati, quella definitiva. 
Per farla breve, li ha trovati realmente i 32 milioni da restituire a Elliott entro il 6 luglio, pena la dolorosa perdita di tutto il Milan, oppure si tratta dell’ennesimo bluff (ecco la quarta parolina magica) dell’uomo di Hong Kong, propinato a Commisso per indurlo ad alzare la posta?

Un interrogativo che tiene alta l’attenzione di tutti gli osservatori, ma non si tratta del solo, perchè le domande che stanno animando questa spy story sono ancora tante, materiale perfetto per un nuovo “Intrigo internazionale”, purtroppo non firmato dal maestro del brivido Alfred Hitchock. 
Ad esempio, Rocco Commisso è realmente interessato ad acquistare il Milan oppure, come sostiene qualcuno - non certo il sottoscritto - è solo un uomo d’affari pieno di debiti che sta cercando un briciolo di popolarità grazie al Milan? E i Ricketts, con quel comunicato intempestivo e oggettivamente incongruo di qualche giorno fa, sono davvero in corsa per rilevare il pacchetto di maggioranza del club rossonero oppure è solo fumo gettato negli occhi degli osservatori per sviare lo sguardo da quella che potrebbe essere la pista giusta? E ancora, che è successo a Marco Fassone, fino a qualche tempo fa ciarliero ed esuberante e adesso sempre più defilato e silenzioso? E per finire, qual è, e soprattutto quale sarà, il ruolo al momento oscuro del fondo americano Elliott? 

Rinuncio in partenza a trovare le risposte giuste, mi limito ad una semplicissima osservazione: ancora una volta si sta perpetrando un gioco al massacro nei confronti del Milan e sulla pelle dei malcapitati tifosi rossoneri, gli unici umiliati e offesi dalla stucchevole manfrina messa in atto da tutti gli interpreti di questa obbrobriosa telenovela.
Che a Yonghong Li (o chi c’è dietro di lui) del Milan e dei suoi milioni di appassionati sparsi in tutto il mondo interessi ben poco è ormai fin troppo evidente. L’obiettivo è far quadrare i conti e pazienza se nel frattempo un pezzo di storia del calcio rischia di finire nel baratro. 

per Milannews.it

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