Cessione Milan, oggi il vertice Fininvest-Galatioto: ecco tutti i punti che verranno trattati. Serve accelerare per poter costruire la squadra della nuova stagione. Capitolo panchina: il borsino aggiornato
Pietro Mazzara
Il passo è di quelli importanti, sotto alcuni punti di vista anche decisivo. Sal Galatioto, è da ieri a Milano e ha definito, insieme al suo fido braccio destro Nicholas Gancikoff, i punti salienti di quello che sarà l’importante vertice odierno con Fininvest per quel che riguarda la trattativa per la cessione del 70% del Milan alla cordata cinese che l’advisor italo-americano rappresenta. L’arrivo in Italia di Galatioto, dunque, è un segnale molto forte, ad ulteriore testimonianza di come ci sia la voglia, sia della parte venditrice sia di quella acquirente, di voler eliminare ogni dubbio e incertezza sulla trattativa e di arrivare, entro il prossimo 30 giugno, ad avere un quadro definito in ogni singolo dettaglio. Nelle intenzioni di Galatioto ci potrebbe essere anche quella di dare un’accelerata alla trattativa, oltre alla sua volontà personale di mantenere intatta, e con uno score altamente positivo, la sua lunga sequenza di passaggi di proprietà di squadre di club.
Ad attendere Galatioto e Gancikoff, presso gli uffici della Fininvest in via Paleocapa a Milano, ci sarà la triade composta dall’amministratore delegato (con potere di firma) Pasquale Cannatelli, il direttore generale Danilo Pellegrino e il direttore business e development Alessandro Franzosi, i quali hanno già visionato a più riprese la composizione della cordata e ne hanno certificato, grazie alle garanzie fornite dagli advisor, la solidità economica. Inoltre, si cercherà di definire con chiarezza tutta una serie di dettagli tecnico-legali rimasti ancora in sospeso prima di passare al piatto forte delle discussioni, ovvero l’impegno che la cordata cinese si vorrà prendere per fare grande il Milan.
I temi di discussione, in tal senso, saranno molteplici e riguarderanno vari punti di discussione. In primis ci sarà da sciogliere il nodo legato alle garanzie scritte relative agli investimenti che gli eventuali nuovi proprietari vorranno fare nella squadra. Berlusconi, in questo senso, è stato molto chiaro e vuole che ci sia un impegno formale, da parte dei compratori, a immettere ingenti capitali che possano permettere al Milan di poter effettuare – fin da subito – un mercato di alto livello.
Infine, ma non per ordine d’importanza, dovrà essere definito in maniera chiara e precisa il nuovo management sportivo e societario. Nel consiglio d’amministrazione dovrebbe sedere proprio Galatioto oltre ad altri manager che rappresenteranno i vari soci della cordata cinese. Nei consiglieri in quota Fininvest, invece, sembra essere scontata la presenza di Barbara Berlusconi. Per il papà, invece, è previsto il ruolo di presidente onorario mentre Galliani dovrebbe continuare ad occuparsi del lato sportivo.
Rimanendo nell’ambito che farà comunque capo a Galliani nel corso di questa estate, dovrà essere definita – al più presto - la questione riguardante l’allenatore della prossima stagione. Il profilo di Manuel Pellegrini rimane il più ambito, a livello di nome, nel caso in cui il Milan dovesse passare nelle mani della cordata cinese mentre se il club dovesse rimanere nelle mani di Berlusconi (con i figli che si sarebbero ammorbiditi sulla questione cessione e che adesso spingono per far si che il papà smetta con la politica), il nome di Cristian Brocchi è sempre valido, anche se Giampaolo è tornato in auge nelle ultime ore.


