Il Giornale - Milan ai cinesi, contratto quasi pronto: nessun contrasto su investimenti e futuro ruolo di Berlusconi
Enrico Ferrazzi
L’incontro di ieri pomeriggio tra Fininvest e Sal Galatioto, advisor della cordata cinese, è stato il primo passo verso il completamento della bozza di contratto per la cessione al consorzio di Pechino del 70% del Milan: le parti proseguiranno il loro lavoro anche oggi e domani così da dare un’accelerata importante a questa negoziazione che va avanti ormai da oltre un anno. Il viaggio dell’italo-americano ha uno scopo ben preciso, cioè quello di mettere fine allo scambio di mail e di procedere velocemente alla discussione dei temi tecnici prima di poter definire lo scheletro del contratto da sottoporre all’approvazione del presidente Berlusconi.
ENTRO VENERDI’ - Lo riferisce questa mattina Il Giornale che spiega che gli incontri continueranno fino a venerdì quando Galatioto lascerà l’Italia. La trattativa per la maggioranza del Milan è complessa e molto onerosa e per questo motivo ogni parte dell’accordo deve essere discussa, limata e quindi approvata: la speranza dell’advisor dei cinesi, che è sempre affiancato da Gancikoff, è quella di completare la bozza entro venerdì, ma se ciò non dovesse avvenire si continuerà a trattare via mail.
FRETTA DI CHIUDERE - In questo momento, le questioni più delicate riguardano le varie scadenze nei pagamenti e l’esercizio della nuova governance, mentre, sempre secondo Il Giornale, sia il potere decisionale del presidente (programmato per i prossimi tre anni), sia le garanzie sugli investimenti futuri dedicati al potenziamento tecnico della squadra, non hanno rappresentato motivo di contrasto. Con questo viaggio di Galatioto, la cordata di Pechino ha dimostrato di aver fretta di chiudere per iniziare il prima possibile a lavorare sulla squadra rossonera in vista della prossima stagione.


