Peccato!
Davide Bin
Questa è la parola che meglio riassume il rammarico e i rimpianti del popolo rossonero dopo la tragica settimana che ci siamo lasciati alle spalle: peccato non aver battuto il Napoli realizzando quel sorpasso che tutti sognavano e che, forse, avrebbe dato l'entusiasmo e la carica per affrontare con altro spirito la trasferta di Parma e la successiva sfida contro la Lazio; peccato per aver perso a Parma in quel modo, perchè la sconfitta ci può anche stare quando hai dato il massimo, ma subirla dopo non aver praticamente mai tirato in porta fa sorgere il dubbio che il Milan non abbia affrontato una partita decisiva con lo spirito giusto; peccato per il pareggio interno contro la Lazio, perchè c'era la possibilità di risalire ad un solo punto dalla vetta nonostante i due risultati precedenti e, invece, anche quest'occasione è stata gettata al vento, anche se la formazione rimaneggiatissima che Leonardo è stato costretto a schierare non autorizzava grandi speranze; peccato, infine, per aver dovuto affrontare tre partite decisive senza molti giocatori importanti, a causa di infortuni e squalifiche; è fin troppo facile dire che con i vari Pato, Nesta e Beckham (solo per citare gli assenti più illustri) ai quali si sono aggiunti gli squalificati Ronaldinho e Pirlo nella sfida contro la Lazio, forse ora il Milan avrebbe qualche punto in più e, magari, quel primato in classifica che sembra definitivamente sfumato e inoltre si ha l'impressione che la squadra sia arrivata al momento decisivo un po' scarica di energie psico-fisiche, dopo una lunga rincorsa effettuata quasi sempre con gli stessi giocatori. Peccato e scusate se ripeto per l'ennesima volta questa parola, perchè a conti fatti questa poteva essere la settimana per piazzare l'allungo decisivo, complice anche un calendario abbastanza favorevole e, invece, due punti in tre partite sono troppo pochi per alimentare sogni e speranze; non serve un genio della matematica per capire che con tre vittorie, possibili per il Milan di qualche settimana fa e, soprattutto, al completo, ora i rossoneri sarebbero in testa con quattro punti di vantaggio e non terzi a tre punti dall'Inter e due dalla Roma e questo, forse, è il dato che fa più impressione e provoca maggiori rimpianti. Facile dire che un Milan con una rosa più ampia e con maggiori alternative in ogni reparto, forse ora sarebbe ugualmente più in alto in classifica nonostante infortuni e squalifiche e, in effetti, è proprio così: l'assenza di Pato ha tolto molto all'attacco rossonero che, dopo il suo infortunio, ha segnato con il contagocce, perchè nessuno come lui sa aprire le difese avversarie e metterle in difficoltà con la sua difficoltà, ma anche perchè Leonardo non aveva altri attaccanti esterni da schierare; non parliamo, poi, della contemporanea assenza di Pirlo e Ronaldinho nella partita contro la Lazio, che ha privato la squadra del regista e dell'uomo-assist per eccellenza, ma bisognerà prima o poi pensare che Pirlo non sarà eterno e trovare una sua controfigura (problema che il Milan si trascina ormai da molti anni); non è bastato nemmeno affidarsi ancora una volta all'orgoglio e all'esperienza di gente come Seedorf e Inzaghi, perchè nemmeno loro sono immortali e non potranno sempre togliere le castagne dal fuoco in casa rossonera.
Insomma tornano prepotentemente alla ribalta gli errori e l'immobilismo nel mercato estivo, per la gioia di chi da allora reclamava e protestava, ma nonostante ciò il Milan stava riuscendo in un miracolo e, in fondo, non è giusto nemmeno usare un verbo al passato, perchè tutto è ancora possibile anche se ora davvero molto difficile e complicato. In realtà un miracolo Leonardo e i suoi ragazzi lo hanno già realizzato: essere a soli tre punti dalla vetta a sette giornate dal termine è un risultato che nessuno avrebbe mai pronosticato in estate e se ci aggiungiamo che abbiamo appena finito di rammaricarci per non essere addirittura più in alto, ciò dimostra che questa squadra si è comportata in modo egregio e se lo ricordino quelli che la criticano e che domenica sera l'hanno fischiata alla fine della partita contro la Lazio; certo si tratta di fischi figli della tripla delusione in una sola settimana, ma a mente fredda bisogna capire che questa squadra merita solo applausi e sostegno fino alla fine, anche perchè non è detta l'ultima parola: mancano sette giornate e la famosa rimonta del 1999 iniziò proprio a sette giornate dalla fine; Leonardo c'era, sa come si fa e, soprattutto, sa che vale la pena di provarci fino alla fine, con la serenità di chi è già andato ben oltre i propri limiti e vuole tentare di realizzare un'utopia. Arrendersi non serve a nulla, provarci non costa niente e al massimo alla fine diremo un altro gigantesco "Peccato!" per aver solo sfiorato un'impresa che a conti fatti era possibile se solo il Milan, per sfortuna ma anche per errori suoi, non si fosse clamorosamente inceppato proprio sul più bello.


