CorSera - Milan, finisce così l’era Berlusconi: ai cinesi il compito di riportare in alto il club. Mercato finanziato dalla cordata, Galliani resta
Enrico Ferrazzi
Che la notizia fosse nell’aria lo si sapeva già da qualche giorno, ma nessuno si aspettava che ieri mattina, all’uscita dal San Raffaele dove è rimasto ricoverato per diverse settimane in seguito all’operazione al cuore, Silvio Berlusconi annunciasse di fatto la cessione del suo Milan ai cinesi: “Il Milan ha ormai un percorso avviato verso i cinesi”. Il numero uno milanista ha messo fine agli indugi, senza aspettare la firma del contratto preliminare che avverrà la prossima settimana.
FINE DI UN’ERA - Come riferisce questa mattina il Corriere della Sera, finisce così un’era, una delle più vincenti della storia del calcio, anche se Berlusconi resterà comunque anche nella nuova società come presidente onorario. L’attuale proprietario rossonero è convinto di aver preso la decisione giusta per far ritornare in alto il Milan: “Ho preteso che ci sia l’impegno per i nuovi acquirenti, un gruppo di importanti società cinesi, anche a partecipazione statale, di versare nel Milan almeno 400 milioni nei prossimi due anni”. In realtà dovranno essere versati nelle prossime tre stagioni, a partire da questa, ma quello che conta di più che è Berlusconi ha preteso che gran parte di questi soldi vengano utilizzati per il mercato.
MERCATO - Tutte le operazioni che verranno eseguite fino al closing finale previsto a settembre saranno condivise, ma finanziate dalla corata cinese, che al momento della firma del preliminare verserà un deposito vincolato di 100 milioni: se la trattativa dovesse saltare per colpa dei cinesi, questa diventerà la penale che intascherà Fininvest. Per quanto riguarda il futuro organigramma, Adriano Galliani, che gestirà questo mercato a stretto contatto con il futuro ad Nicholas Gancikoff, dovrebbe avere un ruolo anche nella nuova società.


