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Stremati alla meta. In caso di emergenza, mettere la freccia

autore
Francesco Somma
per Milannews.it
mercoledì 14 aprile 2010, 11:15Primo Piano
autore Francesco Somma
14.04.2010 11:15Primo Piano
Alberto Fornasari
Alberto Fornasari

“Milan e Roma non sono all’altezza: questo campionato può perderlo soltanto l’Inter”. Frase ricorrente da qualche mese a questa parte, e a ben guardare, pronunciata anche negli anni scorsi, ma concretizzata per la prima volta solo in questa strana primavera 2010. Complici gli sforzi e risultati positivi in Champions, l’Inter è tornata “normale”: 10 punti di vantaggio dilapidati in 6 partite hanno ridato interesse ed alternative ad un tricolore che sembrava virtualmente assegnato già a novembre. Invece no: la banda Mourinho ha perso di mano la situazione, e la Roma ne ha approfittato, aggiudicandosi il confronto diretto e ritrovando le forze giuste al momento giusto. Quello decisivo, in cui non si può sbagliare: già, lo stesso in cui il Milan ha perso Nesta, Pato, Beckham (la spina dorsale dello scacchiere rossonero), e tante occasioni per raggiungere quello che tra i due obiettivi dichiarati manca da più tempo (6 stagioni). Gli infortuni eccellenti sopraccitati non bastano a giustificare il sorpasso che, anziché realizzare ai danni dei cugini, il Milan ha subito dall’arrembante Roma di Ranieri, che contrariamente ai rossoneri, a cinque giornate dal termine ha ancora energie da vendere. E’ evidente che ciò che ci separa da De Rossi & co.

è proprio la condizione fisica: il campanello d’allarme è suonato già quattro partite fa, in occasione della debacle al Tardini. Il Milan è stanco, e dal punto di vista atletico ha mancato completamente l’appuntamento con lo sprint finale, nel quale, forse, credono (o, forse, credevano) più i tifosi che chi quotidianamente dirige il lavoro dei nostri beniamini. Hai voglia a parlare di occasioni perse e punti sprecati se non si affrontano almeno all’80% della forma le gare che possono decidere la stagione. La spia del carburante lampeggia minacciosa da tempo, e se i segnali più preoccupanti vengono dal centrocampo, dove Pirlo e Seedorf sono ormai a secco di fiato e idee fertili, quelli più incoraggianti arrivano dai due terzini, tra i pochissimi, insieme a Borriello e Flamini, a poter vantare uno stato di forma più che accettabile. Sarà un caso, ma i sopraccitati arrivano a malapena ai 28, e, soprattutto, hanno vinto poco o nulla e bramano dalla voglia di mettersi in mostra, ed arrivare sul tetto del mondo. Proprio come fece Paolo Maldini. Alla loro età….

per Milannews.it

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