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Puntiamo (ma davvero!) sui giovani

autore
Davide Bin
per Milannews.it
giovedì 15 aprile 2010, 14:57Vista dalla Curva
autore Davide Bin
15.04.2010 14:57Vista dalla Curva
La squadra di Stroppa, che ha vinto la Coppa Italia Primavera, ha tanti elementi teoricamente già pronti per il "grande salto" in prima squadra ma costantemente ignorati e utilizzati solo in caso di estrema necessità.
Veronica Giugne
Veronica Giugne

Il Milan vince la Coppa Italia Primavera 25 anni dopo la prima volta: era il 1985 quando Maldini alzò al cielo quel trofeo, senza probabilmente sapere che sarebbe stato il primo di una lunga serie con la maglia rossonera e ora è toccato a Simone Romagnoli questo onore; l'augurio più ovvio per l'attuale capitano della Primavera sarebbe quello di ripercorrere, anche solo in parte, la straordinaria carriera dell'illustre predecessore, ma perchè ciò si realizzi serve innanzitutto che la società Milan e lo staff tecnico della prima squadra cambino mentalità: casualmente, infatti, è proprio di questi giorni la notizia che riguarda indirettamente proprio Maldini e Romagnoli, passato e futuro del Milan: di fronte all'estrema emergenza nel reparto difensivo per i tanti infortuni, l'idea in casa Milan è stata quella di chiedere all'ormai ex capitano di tornare giocatore in questo finale di stagione, nonostante un'inattività di ormai dieci mesi, piuttosto che provare a dare fiducia e lanciare in prima squadra giocatori come Romagnoli o Albertazzi; se questo vuol dire puntare sui giovani... Nella scorsa estate, infatti, la società rossonera aveva annunciato il proposito di tornare a puntare sul settore giovanile dopo anni di colpevole abbandono e scarsi risultati e se da un lato il progetto è già andato a buon fine, e il risultato che stiamo celebrando lo dimostra, dall'altro c'è ancora molto da fare, per tramutare una rosa piena di giocatori pluridecorati ma "stagionati" in un gruppo in cui i giovani trovino spazio e possano imporsi. E' inutile, infatti, proclamare ai quattro venti di voler puntare sui giovani, di voler realizzare il progetto "cantera" imitando il Barcellona, se poi giocano sempre i vari Favalli, Seedorf o Inzaghi, con tutto il rispetto e l'infinita riconoscenza per i giocatori citati e per ciò che hanno fatto per il Milan. Al Barcellona, un certo Henry fa ormai panchina e in campo vanno a turno (o insieme) Pedro e Bojan, mentre al Milan Verdi e Zigoni li abbiamo visti (in panchina e qualche minuto in campo) solo quando l'attacco era decimato da infortuni e squalifiche. Qualcuno ha provato a giustificare il mancato coraggio nel puntare sui giovani dicendo che non si vuole correre il rischio di bruciarli davanti all'esigente pubblico di San Siro, ma mi permetto di ricordare i recenti cori di incoraggiamento per Zigoni al suo esordio in serie A in Milan-Lazio o quelli un po' più datati per Strasser in Milan-Udinese dello scorso campionato nel giorno in cui, ironia della sorte, a San Siro veniva presentato un certo David Beckham, ovvero non proprio un ragazzino ma altro campione esperto che avrebbe tolto spazio al lancio di giovani come Strasser, appunto; per non parlare dell'ovazione per Paloschi in occasione del suo fulmineo primo gol in serie A 18 secondi dopo il suo ingresso in campo, anche se poi il buon Alberto è stato mandato a farsi le ossa al Parma invece di essere lanciato definitivamente in maglia rossonera come avvenuto da altre parti (che si dice di voler imitare) con i già citati Pedro e Bojan.

Proprio la squadra che tutti in questo momento definiscono la più forte del mondo impiega stabilmente circa sette-otto giocatori provenienti dal vivaio e molti di questi, al momento dell'esordio, erano molto giovani e paragonabili come valore ai ragazzi che Giovanni Stroppa ha portato al trionfo in Coppa Italia, ma hanno trovato quello spazio e quella fiducia, non solo in momenti di emergenza, che qui vengono sempre negati ai giovani. Mi piace sempre ricordare che la famosa difesa degli Invincibili che ha fatto storia ed è durata per tantissimi anni, era formata da Baresi, Filippo Galli (poi Costacurta), e Maldini, tutti prodotti del vivaio rossonero, più Tassotti arrivato giovanissimo dalla Lazio; poi c'erano altri come Evani o lo stesso Stroppa, che possiamo definire il Pedro rossonero, visto che segnava ad ogni esordio in qualche competizione, Coppa Intercontinentale compresa; allora c'era più coraggio nel lanciare i giovani, ora ce n'è molto meno e i segnali non sono incoraggianti, visto che il primo rinforzo per la difesa è un certo Yepes che ha 34 anni. Puntare sui giovani prevede di accantonare qualche senatore e, soprattutto, potrebbe costringere ad un periodo di transizione, ma non è che lasciando da parte i ragazzi e intestardendosi a puntare sull'usato sicuro in questa stagione il Milan abbia fatto faville; io sono sicuro che i tifosi rossoneri capirebbero e accetterebbero un ridimensionamento a patto di sapere che c'è un progetto valido, piuttosto che vedere una società che brancola nel buio perchè comunque non può fare grandi acquisti in sede di mercato e si limita ad operazioni "a costo zero" per dare una rinfrescatina ad una rosa logora e incompleta. Nella squadra che ha battuto il Palermo a San Siro ci sono vari giocatori che possono essere già pronti per il lancio in prima squadra: i già citati Romagnoli, Albertazzi, Strasser, Zigoni e Verdi più altri come Oduamadi o De Vito (che ha già esordito nella Coppa Italia "dei grandi"); poi c'è l'oggetto misterioso Adiyah, acquistato come grande promessa e vice-Pato e poi sparito nel nulla nonostante l'infortunio del Papero che, oltretutto, è di qualche mese più giovane di lui. Stiamo parlando di sette-otto eventuali innesti nella rosa che potrebbero ringiovanire e rinvigorire un gruppo che ormai da tempo dimostra di non farcela più; se davvero non si può investire molto in sede di mercato puntiamo su di loro, ma davvero, non solo a parole e con vane promesse estive che sanno di presa in giro per giustificare i mancati acquisti; i tifosi sono pronti alla nuova era, ora tocca a società e tecnici crederci e voltare pagina e chissà che questa Coppa Italia, così come avvenuto nel 1985, non sia di buon auspicio, visto che la generazione che ha vinto allora (quella dei Maldini e Costacurta) ha fatto la storia del Milan negli anni successivi conquistando un numero impressionante di trofei.

per Milannews.it

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