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ESCLUSIVA MN - Ruiu: "Il mercato del futuro: parametri zero e riduzioni d'ingaggio"

autore
Antonio Vitiello
per Milannews.it
mercoledì 21 aprile 2010, 13:45Esclusive MN
autore Antonio Vitiello
21.04.2010 13:45Esclusive MN
Image Agency
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La redazione di MilanNews.it ha intervistato Cristiano Ruiu, giornalista e telecronista di Telelombardia. Segue le partite del Milan come inviato e da anni scrive per il quotidiano free press Metro. Ruiu ha analizzato il prossimo mercato del Milan e la condizione attuale della società di via Turati.

La vittoria schiacciante dell’Inter, per quanto sia prestigiosa per il calcio italiano, ha finito di deprimere il tifoso rossonero, come può il Milan ritornare ai fasti di una volta?
“Bisogna avere pazienza, non bisogna deprimersi, è difficile da dire soprattutto oggi. Intanto la Champions l’Inter non l’ha ancora vinta e il Milan di serate così ne ha vissute tantissime. Per il Milan era quasi una routine una normalità. L’errore involontario dei tifosi rossoneri è che il Milan ci ha abituati troppo bene, ai tifosi sembrava la regola arrivare in fondo alla Champions. Invece sono stati anni meravigliosi che nessuno ha vissuto con quella continuità e quella frequenza. Bisogna fare tesoro di quei ricordi, le cose belle si apprezzano quando non ci sono più. Non bisogna arrabbiarsi con i dirigenti e in primis Berlusconi, invitandolo a passare la mano, a disimpegnarsi e ad investire come un tempo. Non era dovuto a nessuno vivere 20 anni di quel tipo. Se andiamo a vedere quello che ha investito e speso Berlusconi nei suoi anni di presidenza e vediamo quello che ha raccolto, dall’altra parte vediamo quanto ha speso Moratti, è la prima volta che arrivano vicino ad una gioia così forte".

La politica low cost professata dalla società ha già portato Yepes in rossonero, prevedi altri acquisti simili?
“Il Milan si muove così. La politica low cost è la politica del calcio moderno. Una volta i soldi impiegati nel calcio erano soldi investiti e Berlusconi ha anticipato tutti già venti anni fa. Adesso i soldi nel calcio sono soldi quasi buttati per tanti motivi, a cominciare dagli stadi di proprietà, i diritti televisivi, quindi ora nessun imprenditore serio spende nel calcio. Nel caso italiano c’è soltanto l’Inter che investe senza avere un ritorno. Per quanto riguarda il mercato, gli unici soldi che spenderà il Milan, così come altre grandi squadre, sono per gli ingaggi dei giocatori. I soldi per i cartellini il Milan tende a non spenderli più. Anche per quanto riguarda gli ingaggi il Milan ha stabilito il tetto massimo a 4,5 milioni. Non a caso è partito Kakà l’anno scorso che aveva un ingaggio di 10 milioni, ed ora si sta ridiscutendo il contratto di Ronaldinho. E’ la politica del nuovo calcio, che soprattutto in questi anni di transizione si presta a critiche e a depressione da parte dei tifosi”.



In generale il mercato del Milan ricalcherà quello della passata stagione?
“Assolutamente si, però ci sarà il vantaggio di non avere una cessione pensate, come quella di Kakà, che nasce dalla mancata partecipazione alla Champions del 2008. Il bilancio del 2009 si chiuderà venerdì prossimo e si stima una perdita intorno ai 10-15 milioni di euro, l’anno scorso la perdita era di 62 milioni. La perdita è stata ripianata grazie alla Champions quindi non c’è bisogno di nessuna cessione eccellente. Motivo per cui il Milan non cederà Pato. Per i colpi in entrata saranno colpi a parametro zero come Yepes, un altro obiettivo molto concreto è Cacau dello Stoccarda, con un ingaggio di 2,6 milioni. Oppure grandi campioni come Trezeguet, Buffon e Camoranesi della Juve, e nel vertice di ieri ha voluto sapere se il Milan era interessato ad uno di questi”.

Perché il Milan e Leonardo si separeranno?
“Perché Leonardo va a fare una “missione”, che è il sogno di qualsiasi allenatore, ovvero di dirigere la Nazionale brasiliana nel 2014 che giocherà in casa. Per loro è un vero e proprio evento storico. L’ultima volta fu una sconfitta nel 1950 per mano dell’Uruguay. L’allenatore che proverà a vendicare quella tragedia sportiva, se dovesse farcela, sarebbe l’uomo più importante della storia del calcio brasiliana. Leo di fronte ad un progetto di questo tipo non direbbe di no. Non è un motivo di soldi. Ha ragione Galliani quando parla di Leonardo legato ai sentimenti. Il Milan non si può opporre a questa scelta”.

Chi vedi come sostituto?
“Mi sembra molto in linea con i programmi del Milan la soluzione interna. Dare fiducia a Filippo Galli, che insieme a Pederzoli e Stroppa, hanno ottenuti i primi buoni risultati nel settore giovanile del Milan. Galli è uno di famiglia, con Tassotti che ha sempre più peso nelle decisioni dal punto di vista tattico. Direi che Tassotti è maturo per questo compito. Questa è la soluzione che prefigurerei invece che andare a prendere un allenatore dall’esterno. Se dovesse adottare una soluzione esterna, spero che la scelta non cada su Marcello Lippi, ormai all’apice della sua carriera. Col Milan c’entra ben poco come mentalità. Il mio sogno personale è invece Guardiola. Lui lascerà il Barcellona ma per spostarsi c’è bisogno di una cifra importante, cosa che il Milan non può fare attualmente”.

Quattro partite per mantenere il terzo posto, chi temi di più tra Palermo, Fiorentina, Genoa e Juventus.
“Il Palermo sicuramente. E’ una squadra in forma, ha gamba, corre ed ha entusiasmo. L’obiettivo Champions è alla sua portata e soprattutto il Milan ci arriva in condizioni pietose tra infortunati e squalificati. Forse giocherà nuovamente Oddo come difensore centrale. Il Milan che va a Palermo con un solo difensore centrale, Thiago Silva, per giunta diffidato. Il Milan arriva all’appuntamento in condizioni difficili. Se dovesse andar male il Milan ha altre tre partite per mantenere in terzo posto. Tre/quattro punti saranno sufficienti per agguantare la Champions”.

per Milannews.it

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