E' proprio un povero Diavolo!
Davide Bin
Il Milan perde anche a Palermo e il pensiero che in fondo potevamo aspettarcelo non mitiga la delusione per la seconda sconfitta consecutiva; con undici assenti fra infortunati e squalificati, con quattro Primavera in panchina (ma forse un paio in campo avrebbero fatto più comodo...) e contro un Palermo incontenibile in casa e che si sta giocando il posto in Champions League, la sconfitta ci può stare, ma ancora una volta l'approccio alla partita dei rossoneri è stato pessimo, salvo poi tentare di chiudere la stalla a buoi già scappati, con una reazione orgogliosa ma improduttiva che non ha evitato un altro risultato negativo. E' un Milan che non sa più vincere anche perchè non ha più un organico in grado di farlo, a causa delle assenze ma non solo e le prospettive per il futuro, disegnate dall'assemblea degli azionisti di venerdì, non sono così confortanti da permettere di fare sogni esaltanti per la prossima stagione; è un "povero" Milan in campo ma anche sul mercato mentre, invece, la squadra vista a Palermo avrebbe bisogno di robusti innesti di forze fresche, non solo recuperando i tanti assenti, ma anche rinnovando la rosa, cosa che, stando ai discorsi che si sentono, nemmeno nella prossima estate avverrà. Certo non è da Milan perdere in questo modo a Palermo, cioè nettamente e meritatamente pur mettendoci tanto impegno: difesa confusionaria che fa acqua da tutte le parti, con i centrali di ruolo in panchina (anche se giovani) e Oddo schierato al fianco di Thiago Silva ma improponibile, come dimostrato dal disastro sul secondo e terzo gol; terzini che non riescono ad allargare il gioco con efficacia, attaccanti che fanno poco movimento e quel poco lo fanno male (Huntelaar sempre fuori tempo e Inzaghi sempre fuorigioco...), Ronaldinho non pervenuto per un tempo ma che, in fondo, è l'unico che con la sua classe superiore può permettersi di giocare da fermo ma essere lo stesso decisivo, come dimostra l'ennesimo assist sfornato per Seedorf. E' un Milan che fa quasi tenerezza, perchè l'impegno non manca, l'orgoglio nemmeno, ma davvero in molte occasioni gli avversari sono superiori e c'è poco da discutere sui risultati. Dopo venti minuti il Palermo stava già vincendo 2-0, la reazione non è bastata, il gol di Seedorf ha solo illuso che si potesse rimontare, ma poi Miccoli ha chiuso la partita con Oddo immobile ad ammirarlo estasiato e Dida ha salvato dal tracollo totale con tante parate efficaci. Un'immagine impietosa di un Milan che non ce la fa più e questa è la considerazione più dolorosa per il popolo rossonero che solo qualche settimana fa sognava ancora lo scudetto.
Leonardo schiera la formazione ipotizzata alla vigilia, a parte la novità di Jankulovski sulla linea dei centrocampisti con Mancini in panchina; niente Albertazzi, quindi, ma conferma di Oddo al centro della difesa e ciò la dice lunga sull'estremo stato di emergenza che Leo è costretto ad affrontare in questi ultimi impegni stagionali. A Palermo c'è grande entusiasmo per l'assalto al quarto posto è questa è una difficoltà in più per una squadra che, invece, sembra ormai in disarmo, perchè privata definitivamente del sogno scudetto che stava motivando un gruppo con molti problemi già da qualche settimana. Dopo una prima fase di studio, la prima occasione è già letale per il Milan ed è imperdonabile la libertà lasciata a Bovo sul secondo palo in occasione di un calcio d'angolo: Thiago Silva inspiegabilmente si sposta verso il centro dell'area e poi, a disastro commesso, se la prende con Oddo, confermando lo stato confusionale di un intero reparto troppo distratto. E l'incubo è solo all'inizio, perchè dopo un tiro al volo di Nocerino arriva il raddoppio di Hernandez, dopo aver rubato palla all'imbambolato Oddo e aver triangolato con Miccoli; ennesimo disastro difensivo e partita che sembra già chiusa prima del 20° minuto, anche perchè ogni volta che il Palermo avanza dà l'impressione di essere pericoloso e il verdetto del campo sembra ineccepibile. Dopo la metà del tempo, però, il Milan reagisce e cresce: un tiro di Huntelaar, un'occasione per Seedorf, una meravigliosa conclusione dalla distanza di Pirlo deviata in angolo da Sirigu, un colpo di testa fuori di Huntelaar e un tiro alto di Seedorf; segnali di risveglio dei rossoneri che chiudono in crescendo un primo tempo gradevole e scoppiettante solo per i tifosi del Palermo e per gli osservatori neutrali, non certo per chi ha il Milan nel cuore; tante occasioni da una parte e dall'altra e Milan che meriterebbe almeno un gol che potrebbe riaprire la partita, anche se Miccoli potrebbe chiuderla definitivamente con un tiro che Dida deve deviare in angolo con una parata non facile. L'orgoglio della seconda parte del tempo non basta e il Milan va al riposo sotto di due gol perchè il Palermo è entrato meglio in partita; la situazione è complicata ma l'atteggiamento del finale di tempo è quello giusto per cambiare l'inerzia della partita.
In avvio di secondo tempo, invece, il Milan va nuovamente in difficoltà, poi finalmente torna ad attaccare, alza i ritmi del possesso palla e mette in difficoltà il Palermo; un colpo di testa fuori di Gattuso è il preludio del gol che arriva poco dopo: in un'azione tutta in verticale iniziata da Pirlo, Ronaldinho imbecca Seedorf con un assist perfetto che mette l'olandese solo davanti a Sirigu e Clarence non può sbagliare; i fantasisti rossoneri hanno finalmente estratto dal cilindro una magia e si può tornare a sperare. Il Milan non ci sta a perdere e continua ad attaccare; Leonardo prende coraggio e inserisce Inzaghi al posto di Zambrotta, arretrando Jankulovski sulla linea dei difensori a sinistra e spostando Antonini a destra. Ora i rossoneri girano palla ancor più velocemente e il Palermo non riesce più a tenere il pallone lontano dalla sua area; il pressing funziona e il pareggio sembra vicino, ma il calcio è beffardo e nel momento migliore del Milan i rosanero segnano il terzo gol e chiudono la partita: Miccoli prende palla, si gira, entra in area e mira all'angolino con un destro a girare, mentre Oddo lo marca in modo troppo blando, anzi lo osserva immobile mentre il piccolo attaccante segna un gol capolavoro. Adesso per il Milan è davvero durissima, al limite dell'impossibile e, infatti, i rossoneri sbandano e rischiano ripetutamente di subire il quarto gol: Dida è immenso su Pastore e bravo in tre occasioni sul nuovo entrato Cavani e, di fatto, salva un Milan troppo lungo e sfilacciato da un passivo umiliante. Dall'altra parte Inzaghi si fa notare solo per i tanti fuorigioco in cui viene pescato e per un errore madornale su assist geniale di Dinho; gol del 3-2 fallito e Milan che non riesce a rientrare in partita. Piove sul bagnato e non può mancare l'ennesimo infortunio, questa volta a Jankulovski, che lascia al posto al giovane De Vito, che fa il suo esordio in serie A dopo aver già giocato in Coppa Italia. Nel finale c'è spazio anche per Mancini al posto di Seedorf, ma il risultato è ormai deciso e nemmeno una deviazione fortuita su tiro di Pirlo permette al Milan di segnare il secondo gol, visto che il pallone esce di pochissimo.
E così matura un'altra sconfitta, la seconda consecutiva in altrettante trasferte; si sapeva che questo finale di campionato assomigliava ad una difficile salita al termine del Giro d'Italia, ma il ciclista rossonero si è piantato sui pedali appena la strada si è impennata e, non solo ora vede i battistrada con il binocolo, ma sta rischiando di farsi risucchiare dal gruppetto degli inseguitori nonostante l'ampio vantaggio accumulato in precedenza. Ora bisogna tifare Roma non solo per fare un dispetto all'Inter, ma anche per interessi propri, visto che i giallorossi affrontano la Sampdoria che è a sette punti dai rossoneri, mentre il Palermo è già risalito a -6; sembrerebbe un vantaggio comunque rassicurante a tre giornate dal termine, ma stiamo parlando di una squadra in palese difficoltà e che ora Leonardo deve cercare di rimotivare per affrontare al meglio gli ultimi impegni. Ancora una volta i rossoneri hanno sbagliato l'approccio alla partita, ancora una volta sono sembrati disastrosi in difesa (Nesta dove sei?) subendo gol evitabili che hanno condizionato la partita e costretto ad inseguire; bella la reazione, confortante la voglia di rientrare in partita, ma bisognerebbe evitare di uscire dalla stessa, invece di essere sempre costretti a cercare problematiche rimonte. Forse Leonardo poteva avere un po' più di coraggio e lanciare qualche giovane proprio sul campo dove questi ragazzi hanno giocato la finale di andata di Coppa Italia Primavera (poi vinta a San Siro), perchè una ventata di freschezza e gioventù in un gruppo vecchio e stanco poteva servire, ma probabilmente il tecnico ha voluto preservare i ragazzi da brutte figure alle quali si va incontro debuttando in questo crepuscolare Milan di fine stagione, un "povero Diavolo" che fa disperare i tifosi rossoneri.


