E' il momento di dividere il buono dal cattivo
Luca Serafini
Conosciamo bene diffidenze e malumori (per usare un eufemismo) che attanagliano e condizionano i tifosi del Milan. A chi non fosse dentro alle questioni rossonere, sarebbe bastato navigare in questi giorni su blog e chat per capire quanto siano spaccate le frange e gli umori anche dopo una rimonta come quella di domenica sul Sassuolo, comunque entusiasmante da qualsiasi parte la si veda, o addirittura dopo i 10 punti nelle ultime 4 gare. Quando abbiamo postato di getto in maggio, la notte dopo la finale di Coppa Italia, la descrizione del nostro stato d'animo nei 90' dell'Olimpico contro la Juve, abbiamo raccontato proprio di questo: eravamo riusciti a separare la turbe dal tifo, sin dal fischio d'inizio è quasi per magia. Eravamo riusciti a sperare nella vittoria a qualsiasi costo, anche quello - certo - che avremmo pagato nel dopo gara dovendo sorbire il trionfo personale di Berlusconi, Galliani eccetera. Tanto (i fatti estivi lo hanno ampiamente dimostrato) non sarebbe cambiato nulla nelle loro pianificazioni. Ma, almeno per una notte, saremmo tornati a godere tutti insieme.
Non andò così, vinse la Juve, amen. La storia si ripete in queste settimane con il Milan che in qualche modo un po' di gioia la sta regalando. Questo non significa spazzare via i molti, moltissimi dubbi sul futuro. Dubbi che ogni giorno paiono avere linfa che li accresce. Questo non significa rivalutare una squadra che resta comunque limitata nell'estro, nella qualità e nella personalità. Questo non significa incensare un allenatore che ancora deve dimostrare tutto, almeno su questa panchina.
Questo significa però, quantomeno, la possibilità di aggrapparsi a quello di buono che nelle ultime 4 partite ci ha consentito di cancellare inquietudini e risentimenti non fosse appunto che per i 10 punti e la classifica che ne consegue.
Non è un arco di tempo sufficiente per ridiscutere i valori assoluti che da 4 anni critichiamo aspramente, ne' tantomeno sono accaduti fatti che abbiano cambiato radicalmente lo stato delle cose societarie e tecniche. È un arco sufficiente però per godere, per respirare, per divertirsi stando davanti all'Inter e a molte altre e dietro a poche. Allora ragazzi godiamo e respiriamo del momento. Tornerà, purtroppo, il tempo di dibattere sull'estetica pressoché nulla del gioco, sullo spessore di molti singoli protagonisti, sulle scelte del tecnico e sulle reali potenzialità di alcuni giovani. Tornerà questo tempo. Intanto, però, respiriamo e godiamo. Giusto per tirarci su il morale dato per esempio che sull'altra sponda, nonostante i bagliori apparenti, continuano a navigare in acque agitate. Godiamo e respiriamo, dopo anni di apnea. Tenendo a portata di mano le bombole di ossigeno.


