Gazzetta - Milan, abbonamenti al minimo: mai così pochi nell’era Berlusconi, in dieci anni -65,8%
Enrico Ferrazzi
Domenica scorsa, in occasione del match casalingo contro il Sassuolo, si è chiusa la campagna abbonamenti del Milan che ha registrato un dato molto negativo: le tessere sottoscritte sono state infatti solo 12.767. Questo numero, come riporta La Gazzetta dello Sport in edicola questa mattina, è il peggiore da quando Silvio Berlusconi è il presidente del club di via Aldo Rossi. Per trovare un dato peggiore, bisogna andare indietro addirittura fino alla stagione 1981-1982, quando gli abbonati furono poco meno di 12mila.
CROLLO DEGLI ABBONAMENTI - Negli ultimi anni, il numero delle tessere vendute è sceso sempre di più: in dieci stagioni, in particolare, gli abbonati del Milan sono addirittura diminuiti del 65,8%. Per la società milanista, questo crollo è un problema non solo economico, ma anche di immagine. Toccherà ora ai nuovi proprietari cinesi ridare voglia di andare allo stadio al popolo rossonero che negli ultimi anni ha perso molto entusiasmo a causa dei risultati negativi ottenuti dal Milan (tre anni di fila senza una coppa europea).
SOLUZIONI - Ovviamente, il modo più veloce per riportare la gente a San Siro è quello di fare una campagna acquisti importante: non è infatti un mistero che l’eventuale arrivo di nuovi innesti di livello ridarebbe subito alla tifoseria rossonera quella passione persa dopo stagioni di grandi delusioni sia sul campo che sul mercato. Oppure, un altro modo per riportare gente allo stadio potrebbe essere quello di costruire un nuovo impianto meno capiente e più accogliente. Il problema degli spettatori c’è e toccherà alla nuova proprietà risolverlo il prima possibile.


