Milan, ecco cosa non ha funzionato a Palermo
Matteo Calcagni
Palermo-Milan é stata una sconfitta ricca di contenuti: tanti aspetti non hanno funzionato e Leonardo stesso, al termine della debacle in terra siciliana, ha ammesso di aver assistito ad una delle prestazioni più brutte della stagione del Diavolo. Di primo impatto, come dichiarato da Adriano Galliani, si potrebbe giustificare la sconfitta con l'enorme numero di assenti (11, di cui tantissimi in ruoli chiave) ma, ovviamente, la carestia in casa rossonera non può, e non deve, cancellare l'insufficiente performance dei milanisti. In primo luogo, la gara di Massimo Oddo, schierato fuori posizione e preferito a Michelangelo Albertazzi: il giovane della Primavera, nonostante l'inesperienza in Serie A, avrebbe meritato una chance e, con tutta probabilità, difficilmente avrebbe mostrato più amnesie dell'ex laziale, costretto ad inventarsi centrale per assoluta emergenza. Fotografare la sconfitta con il solo Massimo Oddo, tuttavia, sarebbe ingeneroso: le distrazioni dei big, al Barbera, hanno fatto la differenza, facendo pendere l'ago della bilancia nei confronti dell'undici di Delio Rossi. Pirlo, ad esempio, oltre a risultare decisamente più impreciso del solito, ha contribuito al primo gol di Bovo, rimanendo basso ed impedendo che scattasse la trappola del fuorigioco.
Lo stesso Zambrotta, schierato a destra al posto di Ignazio Abate, ha fatto rimpiangere il giovane laterale campano, spingendo con poca energia in avanti e, soprattutto, mostrando difficoltà inconsuete in fase difensiva. I demeriti, ovviamente, vanno a colpire anche gli attaccanti della serata palermitana: Huntelaar, inserito titolare al posto dello squalificato Borriello, é parso poco incisivo e, soprattutto, poco pericoloso; Inzaghi, subentrato nella ripresa, ha avuto un'ottima occasione, fallita con un errore decisamente insolito; Ronaldinho, nonostante l'assist per Clarence Seedorf, ha mostrato segni di stanchezza, mettendo raramente in difficoltà la retroguardia rosanero. In definitiva, ora é d'obbligo cancellare quanto visto al Barbera e, con attenzione, calarsi nella preparazione del prossimo match con la Fiorentina: il 3° posto é ancora piuttosto sicuro, ma bisognerà portare a casa almeno una vittoria per non vivere con angoscia quest'ultimo mese scarso di Serie A. Qualche recupero, in ottica campionato, potrebbe essere importante ma, considerato l'andamento dell'infermeria rossonera, le sorprese sono sempre dietro l'angolo


