Il Milan non dev'esser questo quì
Stefano Maraviglia
Adriano Galliani tornando sulla sconfitta patita dal Milan contro i rosanero ha chiosato dicendo: "Credo che di più non si potesse fare, il Milan non è questo qui". Il Milan non è questo quì, sono mesi che il popolo rossonero lo dice, in estate quando qualsiasi compagine affrontata prendeva a sberle quella rossonera, un mese fa quando proiettati in vetta al campionato ci si chiedeva: "Come fa il Milan a trovarsi lì?", salvo poi vedere nel "miracolo calcistico" l'unica spiegazione di tale risultato. Se lo domandano ora i tifosi milanisti che non si spiegano le magre figure rimediate di recente. Il Milan in caduta libera, vittima degli infortuni, delle voci di mercato e vittima di se stesso. Le assenze hanno un peso specifico assolutamente rilevante, ma poi si è costretti a tornare sui soliti argomenti.
L'unico modo per non risentire delle defezioni (routine che caratterizza la stagione di qualsiasi compagine), è intervenire sul mercato in maniera oculata, seguire un progetto, allestire una rosa che per numero non difetti in alcun ruolo e vantare talenti giovani e intercambiabili, per garantire il giusto riposo a tutti gli effettivi. Il Milan pecca in tutto questo. Nesta, Pirlo, Ambrosini, Pato, Borriello, Ronaldinho sono elementi "unici" per caratteristiche nella rosa milanista e non vantano giovani sostituti all'altezza, chiaro che la loro assenza pesi in maniera assoluta. La nuova politica della dirigenza non andrà a favore dei talenti e della corposità del gruppo, dunque rimpiangere chi non c'è, potrebbe diventare una piega, che difficilmente troverà consensi nell'ambiente del tifo rossonero.


