Si respira aria d'Europa, ma è vietato fare voli pindarici. Montella è un fattore: rinvigorito un ambiente depresso. Nuovo board: Ambro in rampa di lancio
Pietro Mazzara
Calma e sangue freddo. Il Milan che esce vittorioso dalla trasferta di Verona con il Chievo è una squadra tosta, cazzuta, compatta e con voglia di lottare sempre e comunque. Non è ancora una squadra bella da vedere, la manovra è lontana dall’essere armoniosa e ariosa come vorrebbe Montella, ma è altresì vero che questo gruppo è tremendamente efficace e affamato. La voglia di mettersi alle spalle anni bui, dove i risultati e il gioco non ci sono stati, è evidente e forse la freschezza generale che c’è dentro alla squadra, dettata soprattutto da un’età media di 24 anni, fa il resto. Finalmente tutti coloro che stanno in quel di Milanello hanno capito che serve mettersi in discussione per poter dare quel qualcosa in più, sia in allenamento sia in partita. Vero è che il tanto vituperato Milan, costretto ad un mercato di austerity in estate, è secondo, a pari punti della più celebrata Roma, ha due punti in più del Napoli e cinque in più dell’Inter. Non vorrà dire nulla, però il profumo d’Europa si sente, eccome, perché a certe altezze si torna a respirare un’aria che, una volta, era abitudine.
Ma il profilo deve rimanere basso. Fa bene Vincenzo Montella a smorzare i facili entusiasmi che la graduatoria potrebbe fornire. L’obiettivo del Milan è quello di mettere fieno in cascina per centrare l’Europa, ma dovrà per forza passare anche attraverso esami di maturità importanti come quello di sabato prossimo contro la Juventus. A San Siro, contro la corazzata bianconera, servirà un Milan ancora più combattivo e compatto, magari con un pubblico finalmente vicino a questa squadra a prescindere dai populismi. Milan-Juve, da troppo tempo, è una sentenza già scritta. Montella sa bene come e dove lavorare, ha riportato fiducia in un ambiente depresso e i risultati iniziano a vedersi. Sabato sarà importante riuscire a fare una grande prova per capire a che livello è arrivato questa squadra, anche perché gli interpreti stanno crescendo in maniera importante, soprattutto a livello mentale.
Ci sarà da arrivare all’inverno nella miglior posizione possibile in classifica, poi a gennaio la musica, sul mercato, dovrebbe cambiare. Il closing con i cinesi non è in discussione, il rinvio del viaggio di Fassone in Cina – originariamente previsto per oggi – non rallenterà gli ultimi step verso il cambio di proprietà. La prima uscita pubblica, in compagnia di Mirabelli, in quel di Londra per Chelsea-Leicester è un segnale di come i due dirigenti si stiano già muovendo. Fassone, in teoria, vorrebbe completare il triumvirato gestionale con un’altra figura (Ambrosini è il nome caldo da circa cinque-sei giorni), ma non mi sorprenderei se i due andassero avanti in coppia, senza una terza figura.


