Riflessi da grande squadra, bagliori di un futuro regista
Carlo Pellegatti
Ero abbastanza depresso dopo la vittoria sul Sassuolo, contento per il risultato certamente, ma sono uscito dallo Stadio, come se mi avessero rubato il futuro (calcistico) per la personalità, l’atteggiamento e l’intensità troppo a lungo latitanti. Oggi invece sono molto, molto positivo. Per la vittoria sulla Juventus? Nemmeno per sogno, ma proprio dopo la sconfitta di Marassi. Ho visto una squadra che, dal ventesimo minuto, non per un tempo intero, ripeto, ma solo dopo i primi venti minuti, è diventata la assoluta padrona del campo, anche se le conclusioni nella luce della porta sono mancate.
Dominio che è continuato fino alla autorete di Kucka. Mi è piaciuta la sicurezza, la continuità, la determinazione di una squadra che ha mostrato sempre una precisa identità. Sono convinto che senza la rete del vantaggio genoana, la partita sarebbe potuta finire come a Verona. Parlando poi di singoli, Manuel Locatelli, giustamente incensato per il gol della vittoria di sabato, francamente non mi aveva impressionato più di tanto, sia nel match di Verona che contro la Juventus, dove era entrato poco nel vivo delle azioni, aveva costruito nulla e soprattutto aveva perso due o tre palle pericolose.
A Genova invece è stata la prima partita di “Certosino” da prospetto di vero regista, da prospetto di futuro Campione. Il giovane di Galbiate ha infatti giocato con personalità, lavorando più palloni, effettuando qualche lancio importante, più “dentro“ l’azione, soprattutto più cercato dai compagni doti che avevo già scoperto in tante prestazioni nella formazione Primavera. Tutto bene dunque al Ferraris? Certamente no, soprattutto perché Vincenzo Montella non se la sente di inserire centrocampisti più freschi, a dimostrazione che la rosa, in quel settore nevralgico del campo, non è completa quanto a qualità più che in quantità.
In questo senso, sono molto curioso di assistere al debutto, magari già contro il Pescara, di Mario Pasalic, anche se probabilmente non dal primo minuto. Il tecnico rossonero ha forse poi esagerato nel cambiare una fascia intera, con giocatori che,in partita, mai avevano giocato insieme come Honda e Poli. Ancora alla ricerca di una buona intesa, proprio loro non sono stati pronti in occasione della prima rete rossoblù. Dove si deve lavorare a gennaio? Più che su Pavoletti, anche perché su Lapadula non si può ancora dare un giudizio completo, mi auguro che due siano le priorità. Un centrocampista carismatico, di classe, un importante punto di riferimento da alternare a Locatelli, che possa dunque crescere senza pressioni.
Un giocatore di fascia, perché, in questo settore del campo, fondamentale per gli schemi di Montella , oggi la rosa può contare solo su Niang, su Suso e Honda, con il giapponese che può offrire il massimo della resa solo quando impiegato con continuità ,non saltuariamente. Per questo motivo, l’avveduto Montella avrebbe voluto Cuadrado ,nel mercato estivo. Un nome ? Magari Papu Gomez. Lasciamo ad altri le tabelle, ma il Milan non deve smentire la mia fiducia contro Pescara e Palermo, le prime due partite di un calendario che, nei restanti sette impegni ,fino alla fine del girone di andata, vede i rossoneri impegnati con solo due squadre di prima fascia, Inter e Roma. Nove restanti partite dunque per capire quale inno avvolgerà San Siro. Se quella che è stata ,in questi anni, la seconda… colonna sonora del Milan, basata su “Zadok the Priest” di Georg Friedrich Haendel o il meno conosciuto, dal popolo rossonero, inno composto da Michael Kadelbach. Quello della Europa League


