Leo, siamo rimasti in pochi a renderti onore
Pietro Mazzara
Sia quel che sia, vada come vada, ma, a 270’ minuti dal termine del campionato, sono davvero i pochi gli addetti ai lavori che rendono e renderanno onore a mister Leonardo. Il tecnico brasiliano ha fatto tutto quello che poteva fare con i mezzi a sua disposizione ed ha portato il Milan, circa un mese fa, a giocarsi lo scudetto arrivando a meno uno dall’Inter. La gara con il Napoli e le seguenti sappiamo tutti come sono andate ma c’è da dire che gli infortuni di Pato e Nesta, capo e coda della colonna vertebrale di questa squadra, hanno costretto Leo a dover cercare delle soluzioni alternative al modulo di gioco che sembrava aver dato al Milan una sua identità. L’eclissarsi della stella di Ronaldinho ed il flop di Mancini in avanti e la mancanza reale di alternative dietro, unitamente ad un centrocampo che, orfano del miglior Ambrosini fa acqua in ogni dove, sono tutti fattori che hanno contribuito a rendere davvero dura la vita a tutto lo staff rossonero guidato da Leonardo che, con la consueta classe, ha sempre messo la faccia in ogni occasione prendendosi, forse, anche troppe responsabilità nei confronti dei tifosi e della stampa. Dopo le bordate non confermate, ma neanche smentite, da parte di Berlusconi sul suo operato, che hanno portato l’ex trequartista rossonero a dichiarare: “Probabilmente abbiamo due caratteri incompatibili per i ruoli che ricopriamo” e l’intrusione nella sua vita privata da parte dei media ed anche della società, alla ricerca di una scusante per lasciarsi a fine anno, hanno forse rotto definitivamente un connubio che, con qualche investimento oculato, sarebbe potuto risultare, nei prossimi anni, vincente.
Personalmente, come già scritto più volte su queste pagine, sono un Leonardiano convinto. Non sempre ne ho condiviso le scelte, non ultima quella di Oddo centrale, ma l’ho sempre sostenuto in quanto esordiente ma anche perché reputo l’allenatore del Milan una delle poche persone nel mondo del calcio degne di rispetto al 100%. Il collega Matteo Colturani, in un servizio andato in onda giovedì su Telelombardia ed Antenna 3, aveva chiuso un suo servizio in merito all’avventura di Leo al Milan con il titolo di questo editoriale, cosa che non posso non sottoscrivere. Al fischio finale di Milan-Juventus, probabilmente, ci sarà l’estremo saluto ad un uomo che ha fatto, in questi ultimi 13 anni, la fortuna del Milan, in tutti i ruoli ricoperti ma forse, per molti, i risultati vengono prima dei sentimenti. Caro Leo, onore a te.


