Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

ESCLUSIVA MN - Ligas: "Fiorentina stanca, sulla gestione basta sprechi"

autore
Claudio Sottile
per Milannews.it
sabato 1 maggio 2010, 00:00Esclusive MN
autore Claudio Sottile
01.05.2010 00:00Esclusive MN
Franco Ligas, sardo, in Fininvest dal 1984, è un giornalista sportivo appassionato di boxe, basket, tennis ed ippica, oltre che di calcio. Nella suo passato "TeleLibera Firenze" e "TeleElefante" ed una parte nella pellicola "Vincere per Vincere".
Federico De Luca
Federico De Luca

Franco Ligas, a poche ore dalla “Fiorentina”, mette tanta carne al fuoco.

Il giornalista Mediaset, in ESCLUSIVA per MILANNEWS, si accoda al coro pressocché unanime pro Leonardo, giustificando tuttavia il profilo low cost della dirigenza rossonera.

Ricordando un “buco nell’acqua” preso fra i canali olandesi, e “leccandosi i baffi” per quanto visto dal 1986 all’altro ieri.

Franco, questo Milan - Fiorentina è la partita dei rimpianti o dei rimorsi?
“In questo momento, per come lo sta vivendo Firenze, ci sono tanti rimorsi, io credo che non ci debbano essere rimuginazioni. L’unico rimpianto è magari aver pensato di giocare sotto tono in campionato contro l’Inter, sperando che i nerazzurri avrebbero mollato in semifinale di Coppa Italia, ma sarebbe stata una cosa assolutamente vergognosa, quindi non c’è davvero spazio per i rimpianti.

La Fiorentina, in questi mesi, ha fatto più di quanto dovesse fare, perché è stata eliminata negli ottavi di Champions League solo per un errore madornale della terna arbitrale, è uscita di scena alle soglie della finale di Coppa Italia, e per un po’ ha lottato in campionato. Poi ha pagato, perdendo terreno in campionato, ma quando parti svantaggiato per una rosa corta, e la carenza viene acuita da infortuni e vicende come quella di Mutu, non puoi non crollare.

Stesso discorso per il Milan, non dovrebbe avere rimorsi o rimpianti, è da due anni che è una squadra fortissima davanti, buona-discreta e in alcuni momenti forte in mezzo, con problemi grossi dietro, ha fatto il massimo.

Ha subito troppi infortuni, troppo decisiva l’assenza di Pato, come si fa a rinunciare a uno che ha fatto 12 gol in campionato giocando pochissimo?

Al Milan è mancato clamorosamente il centrocampo, non tanto come supporto alle punte, quanto come filtro della difesa, lì sono nati i problemi, con molta sincerità è lo stesso dell’anno scorso, un undici sbilanciato avanti e sgangherato dietro.

L’arrivo di Thiago, oltre al recupero parziale di Nesta, non ha risolto questo gap, paradossalmente nel momento in cui ha giocato con Antonini e Abate come esterni bassi ha attenuato le debolezze, con la loro vivacità, freschezza e capacità di spingere”.

L’anno prossimo questa partita vedrà gli stessi tecnici in panchina?
“Ne ero assolutamente convinto fino a qualche tempo fa, ma ormai il destino di Leonardo è segnato.

A Firenze c’è un ambiente stranissimo e particolare, c’è qualcuno che non vuole più Prandelli, la tifoseria vuole chiarezza, chiede un incontro per sapere realmente che Fiorentina sarà.

Qualcuno sarebbe contento se Prandelli andasse via perché lo considerano aziendalista, e un freno della società che non vuole spendere, inoltre dicono che non è coraggioso con i giovani.

Tu hai Pato ed è un giocatore fatto, se prendi Jovetic invece devi insegnargli tutto, ok ha il talento, ma la tattica? C’è Ljajić ma tra avere talento e rispettare quelle che sono le posizioni, i movimenti, e soprattutto gli equilibri senza togliere la fantasia ce ne vuole, altro che mancanza di coraggio!

L’errore grosso di quest’ultima stagione, quando si stava bene in tutte le competizioni, era pensare di vincere sui tre fronti.

Alcuni pensavano che la Fiorentina potesse vincere tutto, ecco questo è stato l’abbaglio più grosso, questo illudersi ha fatto del male, la gente invece di lottare giorno dopo giorno, gioendo dei successi quotidiani, ha guardato oltre.

La Fiorentina nel 2010 è stato disastrosa, tolta la vittoria col Bari non si ricordano impennate, 15 sconfitte di cui 7 in casa, mai successo nella storia viola! Prandelli, alla fine, rimarrà.”

Entrambi però sono accostati alle loro nazionali, chi dei due ricoprirebbe meglio il ruolo?
“Potenzialmente tutti e due!

Leonardo è uomo di sport a 360°, è dirigente, tecnico, osservatore, allenatore, anche politico, in grado di saper lavorare dappertutto, pronto per avere una grande responsabilità come quella all’interno della sempre prestigiosa nazionale brasiliana.

E’ uomo di mondo, ha giocato in Francia, Giappone, Brasile, parla benissimo le lingue, conosce gli umori dei brasiliani che giocano in Europa, sarebbe per lui il momento migliore per provarci, e riprendersi quello che ha lasciato in questo campionato. Sono un suo estimatore, è una persona per bene, solare e preparata, non è un esaltato come troppi. E poi l’eliminazione dalla Champions l’ha toccato, non ha più quel bel sorriso che aveva 9 mesi fa.

Prandelli a livello di preparazione sarebbe anche adatto, ma deve lavorare tutti i giorni, gli mancherebbe questo contatto quotidiano col campo. E poi non ama le rose ampie, ha un certo numero di giocatori fidelizzati sui quali insiste.

Lui nel club lavora su un gruppo di quattordici-quindici giocatori, porta avanti così la sua filosofia, non a caso dice sempre che è meglio un giocatore al 70% fedele, in grado di sacrificarsi, piuttosto che uno più talentuoso ma senza continuità, che non rispetta le disposizioni e gli equilibri. Uno così, con tutte le pressioni delle grandi piazze che sponsorizzano questo o quel giocatore, non potrebbe fare il CT”.

Che Fiorentina sbarcherà a San Siro?

“Una squadra stanca di testa, ha perso col Chievo una partita che non era da perdere, non ha nella testa la capacità di restare nel campionato.



In partite contro il Milan, a prescindere da tutto, dovrebbero subentrare orgoglio, coraggio, non si ha nulla da perdere, senza responsabilità e testa sgombra dovresti fare un figurone, ma non ci sono questi presupposti, e in più ha i giocatori contati.

Gamberini, Felipe, Comotto fuori, giocherà un Vargas con problemi muscolari, penso che ci siano tutti i buoni presupposti per una grande sconfitta da parte della Fiorentina.

Certo il Milan non sta meglio, almeno ha l’obiettivo di mantenere il terzo posto.

Spero non sia una partita deludente, e che sia bella per riscattare un po’ tutti. C’è delusione non solo nelle squadre ma anche fra milioni di tifosi, per un calcio italiano che sta peggio di quanto noi possiamo immaginare.”


Sei un grande esperto di pugilato, cosa serve al Milan per evitare in futuro umilianti KO, come quelli subiti ad esempio nelle doppie sfide con Inter e Manchester UTD?
“Nel pugilato ci sono dei match che puoi perdere per KO nella prima o nella seconda ripresa, e poi nella rivincita magari vinci ai punti perché hai condizioni migliori o la concentrazione giusta.


Se la perdi non si entra nello spirito, nel pugilato come nel calcio se prendi un colpo ben messo nella prima o seconda ripresa, quando stai ancora cercando di mettere a fuoco le caratteristiche dell’avversario, rimani stordito.

In entrambi gli sport devi dare i colpi ed evitare di prenderli, già nel momento in cui dai rischi di prenderli, devi fare le due fasi con raziocinio.

Altro elemento fondamentale è la sicurezza, abbinata all’equilibrio, che deve essere coordinato, e simbiotico fra tutte le componenti, quando una squadra di calcio non ne ha rischi di andare in knock down, quel conteggio prolungato dove difficilmente ti riprendi, non rimani subito a terra, ma è comunque logorante e arriva il KO di lì a poco.

Il Milan sa di essere una squadra forte con i forti quando impone, debole quando non impone la propria forza, e allora subentrano paura, poca sicurezza, si perde, barcolla e molla.

Così subentrano errori individuali: Oddo, Dida, ma anche Thiago e Nesta, in Champions con il Manchester ricordiamo benissimo che gli errori sono stati di reparto, tutta la difesa è andata in tilt.

In più ha giocatori come Gattuso e Pirlo che hanno garantito moltissimo in questi anni, non soltanto al Milan ma anche alle nazionali, e che francamente non hanno più nulla da dare.

Se guardiamo l’Italia di oggi ha le stesse difficoltà del Milan, una squadra vecchiotta, logora, senza sprint.”


Potrebbe esserci un’asse di mercato fra Milano e Firenze?
“Non credo, il Milan sa benissimo chi prenderà senza spendere troppo, e comunque non spenderà più di quanto farà la Fiorentina.

Le società hanno due politiche del calcio diverse, la Fiorentina lavora coi giovani, il Milan ancora coi giocatori d’esperienza, non ci sono evidenti punti di contatto.”

Della Valle in rotta con Firenze, Berlusconi in questi giorni “massacrato” su Facebook, c’è ancora spazio nel calcio moderno per le “famiglie” a capo dei clubs?
“La famiglia Della Valle regge perché c’è Andrea, è lui che si è innamorato della squadra, e dopo la rottura di suo fratello Diego, del 30 marzo scorso, ha fatto da collante con l’ambiente.

Il discorso di Berlusconi è diverso, ha dato a Milano dei momenti straordinari, ed era già legato al calcio prima di entrarci, lui poi c’ha messo soldi, passione e talento.

Nella gestione Berlusconi ricordo solo altri momenti difficili negli anni dei secondi olandesi.”

Bogarde, Davids, Reiziger, Kluivert: come dimenticarli!
“Ricordi bene questi acquisti scellerati!


Tornando all’oggi, Berlusconi come uomo politico si rende conto che il calcio succhia danaro, e non sempre corrisponde risultati e gioie.

Da Presidente del Consiglio non può scialacquare milioni, per la passione non solo sua ma di milioni di tifosi del Milan in giro per l’Italia e per il mondo, facendo finta di niente.

Deve farlo capire che non sono più i giorni dei soldi da sprecare, è antipatico perché viene penalizzata la squadra, credo che tutto sommato lo stiano capendo i tifosi, anche loro sono padri di famiglia, anche loro tutti i giorni fanno i conti coi problemi della famiglia da gestire. Il giocattolo è bello finché è divertente, e non troppo costoso.

I Della Valle, che comunque non hanno la stessa potenza economica dei Berlusconi, stanno cercando fonti alternative di guadagno, si sono buttati in editoria, banche, sono entrati nell’Alta Velocità diversificando i loro interessi.

I soldi sono duri da guadagnare, col calcio basta sbagliare due anni la campagna acquisti e ti sei mangiato quando avevi guadagnato prima”.

per Milannews.it

Altre notizie