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Una barzelletta che non fa più ridere

autore
Fabrizio Tomasello
per Milannews.it
domenica 11 dicembre 2016, 00:00Editoriale
autore Fabrizio Tomasello
11.12.2016 00:00Editoriale


Ospite l’altra sera di una trasmissione televisiva, all’ennesima domanda su Roma-Milan ho accusato una vertigine: «Match scudetto o match Champions?». Pensateci, lunedì 12 dicembre il Milan giovane, audace e sfrontato di Montella è chiamato ad uno confronto contro i giallorossi che probabilmente assegnerà il ruolo di anti-Juve ad una delle due squadre. Chi l’avrebbe detto ad inizio stagione? Ce ne sarebbe abbastanza per versare fiumi d’inchiostro sulla straordinaria impresa dei rossoneri, arrivati al secondo posto in classifica dopo 15 giornate, oltre ogni più logica ed ottimistica previsione.
Invece ci tocca parlare d’altro. Nello stesso giorno, infatti, nelle casse della Fininvest dovrebbe arrivare la seconda caparra di 100 milioni, assicurata da Sino-Europe Sports in cambio di una nuova proroga per l’ennesimo slittamento del closing ai primi di marzo 2017.
Da questa scadenza dipenderà tutto. È lecito supporre che i soldi arriveranno e che la transazione alla fine andrà in porto - anche perchè in caso contrario Berlusconi incasserà i primi 100 milioni e si terrà definitivamente il club rossonero - ma i punti interrogativi che si addensano sempre più minacciosi su questa vicenda sono tanti e nessuno, tra la Cina e Milano, si sta preoccupando minimamente di diradare la coltre di nebbia che ormai ha avvolto questa squinternata operazione. 
Buffo che per ogni rinvio, ritardo, posticipo, slittamento, c’è qualche promessa fatta dai misteriosi nuovi investitori cinesi che poi puntualmente viene disattesa senza che nessuno batta ciglio. Come se tutto questo grottesco andazzo fosse ineluttabile per lo sviluppo della trattativa. Ad esempio, prima di ottenere da Fininvest la proroga al 3 marzo 2017, si era detto che Sino-Europe Sports avrebbe dovuto fornire, oltre all’ulteriore caparra di 100 milioni, anche prove evidenti dei restanti 320 milioni in un conto vincolato intestato alla stessa Fininvest. Le prove sono state offerte? I soldi ci sono? Nessuno si degna di rispondere.
Le incongruenze non finiscono qui. Ad esempio, parlando delle famose autorizzazioni, nessun problema per la prima doppia tranche da 15 + 85 milioni e per la seconda da altri 100 milioni; quelle per i restanti 320 milioni indispensabili per arrivare al closing, per un motivo o per l’altro, non riescono mai ad arrivare. Secondo opinioni autorevoli sarebbero i fondi a mancare, non le autorizzazioni.
E infine la questione forse più pressante: chi sono questi cinesi? Prima l’indagine approfondita della Gazzetta; poi Marcello Lippi che in Cina vive da diversi anni; quindi Jochen Lösch, nuovo ceo di MP&Silva, la compagnia internazionale che distribuisce i diritti televisivi degli sport più popolari in circa 500 emittenti nel mondo; e per finire l’ex allenatore rossonero Zaccheroni che in Cina ha allenato.

Tutti concordi su un punto, nessuno conosce il consorzio SES e soprattutto nessuno ha mai sentito nominare il frontman della cordata, Yonghong Li. Gli osservatori esterni sono perplessi e i tifosi del Milan sempre più preoccupati: come si fa a rassicurare il mondo del calcio sulla solidità e la potenza economica di questa inafferrabile cordata?
Una cosa è certa, se anche le risorse a disposizione di Sino-Europe Sports fossero illimitate, il modo in cui questi imperscrutabili nuovi investitori si stanno presentando al popolo milanista è tutt’altro che incoraggiante. Quello che il compianto Dario Fo definirebbe un mistero buffo e che per gli osservatori esterni è ormai poco più di una barzelletta, per i tifosi rossoneri si sta rivelando un pozzo nero di cupezza e inquietudine, un rompicapo dalla soluzione indecifrabile, in parole povere un incubo senza fine.
A rendere ancor più inaccettabile questo umiliante teatrino, le ultime notizie sul fronte mercato. Come anticipato da quel gran volpone di Adriano Galliani, anche questa sessione invernale toccherà a lui. E anche stavolta senza uno straccio di euro. L’unica opzione possibile per avere a disposizione un po’ di fondi è cedere qualche pezzo forte della rosa, tipo Carlos Bacca. Ammesso e non concesso che a gennaio ci sia qualcuno disposto a spendere almeno 25 milioni per il colombiano (e resiste più di qualche dubbio in proposito), in che modo poi questi soldi saranno utilizzati? La parola d’ordine è ancora una volta “condivisione”. Sarebbe interessante però capire come conciliare due visioni di calcio tanto distanti: da una parte quella di Galliani e Maiorino, fatta di rapporti con i procuratori/presidenti amici e video da studiare in sede; dall’altra quella di Fassone e Mirabelli, tutta viaggi in giro per l’Europa ad analizzare di persona i talenti più interessanti del calcio continentale.
Alla fine probabilmente trionferà la catatonia e il mercato rossonero sarà ancora una volta deprimente. Così a pagare per tutti saranno i tifosi del Milan, illusi da questo inizio stagione stroboscopico offerto dai ragazzi di Montella, ed ora di nuovo senza più certezze.
Però davvero è intollerabile che nessuno abbia ancora alzato la voce è preteso con veemenza di sapere nomi e cognomi di chi, dall’altra parte del pianeta, sta tentando di acquistare l’ex club più titolato al mondo. Basterebbe questo per rendere l’operazione più credibile: il popolo rossonero non ne può davvero più di vivere in questa situazione di precarietà, è ora che qualcuno se ne renda finalmente conto.
 

per Milannews.it

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