Primavera tra alti e bassi, ma l'obiettivo del Milan è un altro: creare in casa altri Donnarumma e Locatelli
Thomas Rolfi
La stagione 2016/2017 della Primavera del Milan si è aperta con la conferma dei principali protagonisti della scorsa annata. Filippo Galli è il responsabile tecnico dell'attività agonistica, mentre Mauro Bianchessi è il responsabile tecnico dell'attività di base e dello scouting. Stefano Nava è stato confermato come allenatore della squadra. E' una stagione che, al momento, è stata caratterizzata da alti e bassi. A grandi prestazioni hanno spesso fatto seguito altre difficilmente spiegabili, sopratutto a livello di fase difensiva.
ALTI E BASSI - Se ci limitiamo a guardare la classifica, per la verità, la situazione non è affatto compromessa in vista delle Final Eight Scudetto di maggio, con il Milan che si trova al momento in quinta posizione dietro a Sampdoria, Lazio, Fiorentina e a 6 punti dalla capolista Verona. Se consideriamo, però, le potenzialità della squadra allenata da Stefano Nava, ecco che nel 2017 quando riprenderà il campionato di categoria, qualcosa dovrà essere assolutamente aggiustato. Come dicevamo il problema palesato dal Milan è sempre stato l'equilibrio tra una fase offensiva che permette alle tante bocche da fuoco a disposizione di fare male alle difese avversarie e quella difensiva che invece in certe partite e situazioni all'interno delle stesse sembra essere in completa confusione. I dati, d'altronde, sono inequivocabili: in 11 partite 30 gol fatti, ma 26 subiti. Qualcosa da migliorare, indubbiamente, c'è.
DONNARUMMA E LOCATELLI- Detto di questi oggettivi aspetti su cui lavorare, non possiamo però dimenticare quale sia il reale compito e obiettivo di un settore giovanile: formare ragazzi per la prima squadra considerando oggettive difficoltà quali ad esempio il fatto che ci sia troppo gap tra la Primavera e le categorie professionistiche dei grandi. Il Milan negli ultimi anni da questo punto di vista sta compiendo un lavoro egregio con quattro giocatori portati in prima squadra nelle ultime due stagioni: Donnarumma e Calabria nel 2015-2016 e Locatelli e Plizzari (promettente portiere promosso come terzo portiere pur essendo un classe 2000) nel 2016-2017. A questi quattro si sommano anche gli 'storici' Antonelli, Abate e De Sciglio, consentendo così di comporre il 25% della rosa grazie a giocatori cresciuti nel vivaio rossonero. In questo momento quattro giocatori su undici della formazione titolare provengono dal settore giovanile del Milan: Donnarumma, Abate, De Sciglio (o Antonelli) e Locatelli. Un orgoglio per tutto il Milan ma che dovrebbe essere preso da esempio da tutto il calcio italiano. Dietro a loro ci sono già altri giocatori molto promettenti quali ad esempio due classe 1998 come Zanellato e Cutrone, che hanno già avuto qualche apparizione in amichevole con la prima squadra. In attesa di capire quale sarà il futuro societario il Milan costruisce in casa i propri talenti e il proprio avvenire.


