VERSO JUVENTUS-MILAN
Davide Bin
Serata speciale allo stadio Olimpico di Torino: va in scena una grande classica del calcio italiano, la sfida che mette di fronte la squadra più titolata a livello nazionale (la Juventus) a quella più titolata a livello internazionale (il Milan) con buona pace dell'Inter che al momento può solo invidiare le bacheche di entrambe le società. Questa volta la sfida fra bianconeri e rossoneri è un vero e proprio spareggio per stabilire chi sia la vera squadra anti-Inter e pretendente al ruolo di inseguitrice dei nerazzurri. Salvo sorpresissime nel pomeriggio di domenica, le due squadre inizieranno il confronto diretto a nove punti dai nerazzurri e solo la vincitrice potrà ancora sperare di agganciare in tempi brevi la capolista, mentre la sconfitta (o addirittura entrambe in caso di pareggio) dovrà momentaneamente accantonare i sogni tricolori. Il Milan arriva a questa sfida con qualche problema, ma non può più permettersi altri passi falsi; il rendimento deficitario in trasferta, con troppi punti lasciati sui campi delle cosiddette "provinciali", costringe i rossoneri a dover cercare la vittoria a tutti i costi e la fiducia può nascere dal fatto che solitamente gli ancelottiani non sbagliano mai partite così importanti e con tanto fascino, mentre vanno incontro a grossi problemi nelle sfide meno prestigiose perchè spesso non ci mettono l'intensità e la concentrazione necessarie per affrontare qualunque avversario in un campionato competitivo e difficile come quello italiano. Ci ha pensato Galliani in settimana a dare ulteriore importanza alla sfida, ricordando che nell'era berlusconiana vincere nella Torino bianconera ha quasi sempre significato scudetto a fine stagione e ciò dovrebbe essere di ulteriore stimolo per tutti. In questi casi il compito dell'allenatore, soprattutto a livello di preparazione mentale della partita, è semplicissimo, perchè non è necessario motivare o spronare i giocatori, che trovano automaticamente e senza fatica gli stimoli giusti, la carica e la concentrazione che servono. Molti dei giocatori rossoneri hanno disputato tantissime partite di questa importanza, se non addirittura superiore, nella loro carriera: tra quelli che scenderanno in campo all'Olimpico, alcuni c'erano anche nel maggio del 2003, nel Milan-Juventus più importante di sempre, perchè si trattava di una finale di Champions League ed è rimasta nella storia, anzi nella leggenda rossonera.
Tornando all'attualità, Ancelotti deve fronteggiare l'assenza di Gattuso, non solo in questa sfida, come sembrava ad inizio settimana con la prospettiva che Ringhio fosse squalificato, ma per tutta o quasi la stagione, visto che nel frattempo si è scoperto che il centrocampista rossonero si è lesionato il legamento crociato di un ginocchio e dovrà essere operato. Per questo la partita di Torino assume il significato di un vero e proprio esame di maturità per il Milan, perchè i rossoneri hanno sempre perso quando non c'era in campo Gattuso, ma ora devono trovare le giuste contromisure, perchè l'assenza si protrarrà per molti mesi ed è impensabile che la squadra continui in eterno la striscia negativa in assenza del suo "gladiatore". Questa statistica appena citata dimostra che fra tanti fuoriclasse è proprio Gattuso il vero insostituibile della squadra rossonera ma immagino che tutti siano consapevoli del fatto che una formazione che ha ambizioni di lottare per grandi traguardi non può dipendere da un solo elemento, per quanto fondamentale. Il Milan ha saputo vincere senza Maldini, senza Kakà, senza Pirlo, senza Seedorf; deve riuscirci anche senza la grinta e il dinamismo di un giocatore unico per impegno e determinazione e per farlo serve il contributo di tutti: è necessario che chi giocherà nella sua zona di competenza si rimbocchi le maniche per non farlo rimpiangere e che i compagni lo aiutino con impegno e spirito di sacrificio, mettendo gli interessi della squadra davanti a quelli personali. Per fortuna di Ancelotti dal centrocampo non vengono solo disgrazie ma anche buone notizie: sono pienamente recuperati Ambrosini e Pirlo che avevano saltato la sfida contro il Catania ed è proprio Ambrosini il candidato n°1 alla sostituzione di Gattuso, anche se le caratteristiche e i movimenti in campo non sono esattamente gli stessi. I due sopracitati, insieme a Flamini, dovrebbero comporre il trio di centrocampo e anche in difesa ci sono pochi dubbi: Zambrotta (l'ex della sfida) a destra, Jankulovski a sinistra; Maldini e Kaladze centrali, perchè anche Bonera è stato costretto all'operazione per un'ernia inguinale e lo rivedremo in campo solo nel 2009. In attacco tutto ruota intorno alle condizioni dei tre acciaccati: Kakà è tuttora in dubbio, partirà per Torino ma solo all’utlimo momento si deciderà per il suo impiego o meno (in ogni caso non sarà certo al meglio); anche Ronaldinho e Seedorf sono reduci da una settimana tribolata (ma Ancelotti ha sottolineato che stanno benissimo…) e, quindi, l’unico sicuro di giocare è, al momento, Pato, anche se Ancelotti ha fatto notare che Inzaghi ha recuperato e sta bene, quindi non è esclusa una sorpresa, considerata l’immensa esperienza di Pippo in queste partite e il particolare “dente avvelenato” contro il suo passato (anche nella scorsa stagione Inzaghi segnò una doppietta all’Olimpico nella sconfitta 2-3 contro i bianconeri). Non sono certo le condizioni migliori per affrontare una sfida così importante, ma anche la Juventus ha i suoi problemi di formazione, quindi questa non può essere una scusante. In ogni caso sarà una serata di forti emozioni per tutti i cuori rossoneri, sarà una serata speciale come in tutte le occasioni in cui si sfidano queste due squadre; ovviamente la speranza è di uscire dall'Olimpico con un risultato positivo, possibilmente una bella vittoria, per non lasciar scappare l'Inter e per dimostrare una volta di più che quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare e quando c'è una sfida da vincere a tutti i costi, il meraviglioso gruppo di Ancelotti non tradisce mai!


