Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / milan / Editoriale
Ibrahimovic rischia di dividere la società. Se Gazidis lo boccia a fine anno addio a Boban e Maldini, anche se lui è più responsabile di loroTUTTOmercatoWEB
martedì 26 novembre 2019, 00:00Editoriale
di Alberto Cerruti
per Milannews.it

Ibrahimovic rischia di dividere la società. Se Gazidis lo boccia a fine anno addio a Boban e Maldini, anche se lui è più responsabile di loro

“La classifica preoccupa”, ha detto Pioli commentando l’1-1 contro il Napoli, unico punto nelle tre gare contro le “grandi”, dopo le sconfitte con Lazio e Juventus. E in mezzo al caos che regna al Milan le parole del tecnico sono le uniche dettate dal buon senso e soprattutto dal realismo. I progressi eternamente annunciati di Romagnoli e compagni, infatti, non hanno avuto un seguito concreto, malgrado tutti i problemi del peggior Napoli degli ultimi anni. L’unico vero segnale positivo, al di là della conferma di Donnarumma che non fa più notizia, è il ritorno dall’inizio di Bonaventura che speriamo di rivedere titolare fisso al posto del discontinuo Calhanoglu. Sul resto, dal fischiatissimo Piatek al fantasma di Biglia, è meglio stendere un velo rossonero, perché malgrado il grande lavoro soprattutto psicologico di Pioli, che in ogni caso rimarrà il meno colpevole a fine stagione, questo Milan troppo giovane e troppo sopravvalutato deve scordarsi un posto in Europa (anche League) il prossimo anno. Se tutto andrà bene, se cioè non rimarrà risucchiato nella lotta per la salvezza, dopo le prossime tre sfide emiliane contro Parma, Bologna e Sassuolo, prima della trasferta a Bergamo che anticiperà la sosta natalizia, il Milan potrà passare dal dodicesimo all’ottavo posto, visto che il sesto dista 8 punti e il quarto addirittura 11, dopo 13 giornate, cioè un terzo di campionato.

Eppure, malgrado questa classifica che “preoccupa”, o meglio proprio per questo, la stragrande maggioranza dei tifosi aspetta con ansia il ritorno di Ibrahimovic. E come si sa lo attendono anche Boban e Maldini, perché in caso contrario non avrebbero nemmeno ricevuto Raiola a casa Milan la settimana scorsa. Premesso che se davvero volesse rigiocare con la maglia rossonera, Ibrahimovic avrebbe già dovuto accettare le offerte presentate al suo procuratore, senza pretendere di più in termini economici e di durata del contratto, senza entrare nel merito della sua possibile utilità in campo e nello spogliatoio, il futuro dello svedese è strettamente legato a quello di Boban e Maldini. Se, infatti, la loro linea venisse bocciata da Gazidis che rappresenta la proprietà, è chiaro che a fine anno i due grandi campioni del passato andrebbero via per divergenze di idee e di programmi con l’amministratore delegato. Ecco perché entro il mese di gennaio si potrebbe intuire quale sarà il futuro della società, anche se in assenza di risultati, con o senza Ibrahimovic, non sarebbe giusto prendersela soltanto con Boban e Maldini che lavorano e rischiano, prendendo decisioni sotto gli occhi di tutti. Il signor Gazidis, invece, malgrado i quattro milioni di stipendio, oltre a non avere ancora imparato l’italiano dopo un anno, non ha ancora lasciato un segno concreto del suo operato, e proprio perché è lui il primo rappresentante scelto dal fondo Elliott è anche il primo responsabile delle linee suggerite a Boban e Maldini, per gli acquisti passati e futuri. Con l’aggravante di avere più esperienza di loro a livello dirigenziale. Anche se un conto è fare il dirigente in Inghilterra, tra l’altro nell’Arsenal più famoso per il suo nuovo stadio che per gli ultimi risultati, e un altro è farlo in un Paese che non conosce e in particolare nel Milan, che invece è ancora famoso nel mondo più per i suoi risultati che per il suo vecchio, ma sempre affascinante, San Siro.

Altre notizie