Tra problemi fisici ed occasioni fallite: Rebic non riesce ad emergere nonostante un attacco disastrato
Contro il Napoli, causa forfait dell'ultim'ora di Suso, Ante Rebic ha avuto la grande occasione, trovando la prima da titolare da quando veste la maglia rossonera. Pur partendo discretamente, il croato ha pagato il problema al ginocchio accusato a metà primo tempo, dichiarando forfait all'intervallo. Non è dato sapere quanto abbia pesato il guaio fisico sul clamoroso errore sottoporta, ma è chiaro che la prestazione dell'ex Eintracht non può certo far gridare al miracolo, tutt'altro.
QUINTA SCELTA? - Con il ritorno di Bonaventura, il recupero di Castillejo e i rientri di Suso e Calhanoglu, quest'ultimo fermato solo dalla squalifica, è chiaro che lo spazio per Rebic tenderà a diminuire ulteriormente. Il classe '93 ha giocato dall'inizio solo quando tre dei quattro sopracitati sono stati indisponibili, raccogliendo la miseria di 177 minuti in sette presenze. Il ds Massara ha sottolineato che il croato sta pagando le scelte tattiche dell'allenatore, ma è lapalissiano che in un momento simile se un giocatore garantisse un buon rendimento sarebbe sempre in campo.
L'ATTACCO E IL MERCATO - Theo Hernandez è stato un grandissimo colpo, così come potrà diventarlo Bennacer. Lo stesso Krunic, pagato una cifra concorrenziale, sta dimostrando di poterci stare assolutamente in questa squadra. Molto meno convincenti sono state le scelte dirigenziali sull'attacco, costruito con troppi interrogativi e senza un'idea tattica precisa: Leao è arrivato per fare la riserva di Piatek o la seconda punta? Rebic, che rappresenta una sorta di jolly, è stato preso come esterno o come tuttofare? Perché è stato sacrificato Cutrone se inizialmente c'era l'intenzione di giocare con due attaccanti? Fatto sta che col momento nero di Piatek e le palesi difficoltà di Rebic, a cui si aggiunge un Suso non particolarmente fenomenale, l'attacco rossonero sta vivendo uno dei peggiori momenti della storia milanista. Leao, classe '99, non può risolvere i problemi del Milan, ma evidentemente questo doveva capirlo anche la dirigenza quando lo ha acquistato, affidandogli l'importante ruolo di prima alternativa di un centravanti che andava quantomeno verificato. Gennaio dista "soltanto" quattro partite, poi bisognerà rimediare agli errori commessi e dare un senso ad un reparto che non sembra avere un'identità precisa.


