Robinho: la scalata all'eredità
Stefano Maraviglia
Ronaldinho quasi certamente siederà in panchina, lanciando così il suo compagno e connazionale. La sfida dell'Amsterdam Arena segnerà con tutta probabilità l'esordio da titolare per Robinho, che dopo il battesimo in campionato, cercherà la consacrazione europea. Già discreto il suo curriculum di Champions, ma nulla a che vedere con quelle che sono le reali potenzialità del n.70 rossonero. Ventuno presenze e cinque gol, questo lo score fatto registrare dal brasiliano, che stasera al fianco di Ibra (come pare ormai scontato), riprenderà la ricerca della prima perla con la maglia del Milan. L'assenza di Ronaldinho è stata letta in più modi, qualcuno guarda oltre parlando di eventuale cessione legata a doppia mandata, soprattutto in caso di netta affermazione proprio dello stesso di Robinho.
L'eredità è pesante, il Gaucho che solo a tratti si è mostrato quello di Barcellona, ha però avuto sempre o quasi, un impatto decisivo nelle sorti del Milan, dunque la scalata non può annunciarsi tanto semplice. Dal canto suo Binho ha il tempo a giocare dalla sua parte e una considerazione dell'ambiente, già forte, ma cresciuta poi in maniera esponenziale. Stasera a conferma di ciò, Allegri pare intenzionato ad affidargli le sorti realizzative della propria squadra in "condominio" con lo svedese, lasciando fuori Pippo Inzaghi, in attesa della chiamata che potrebbe significare record. L'occasione è ghiotta, Ibra può firmare la sua terza eurorete in rossonero, Inzaghi confermare la sua leadership tra i bomber di sempre e Robinho, entrare in via definitiva nell'albo dei goleador rossoneri, facendo breccia nel cuore del tifo e chissà, anche nelle gerarchie che ancora lo vedono alter-ego di Pato e Dinho.


