Le responsabilità di un disastro storico
Una batosta senza precedenti o quasi. Solamente in quattro occasioni il Milan aveva perso in Serie A con un passivo così ampio, tra cui l'ultima volta contro la Roma ben 21 anni fa. La sconfitta contro l'Atalanta fa male, "un male cane", per citare Boban - bravo ad assumersi le responsabilità e a presentarsi davanti ai microfoni - nel post partita. Un "disastro", utilizzando ancora le parole di Zorro, tra i più umilianti della storia rossonera anche per il modo in cui è arrivata la debacle, con la squadra di Gasperini che ha letteralmente preso a pallate la banda di Pioli dal 1° al 90° minuto e con il Milan che non ha praticamente mai calciato nello specchio della porta difeso da Gollini. Le responsabilità di questa situazione in casa rossonera vanno distribuite a cascata tra proprietà, dirigenza e giocatori. Al tecnico, arrivato meno di 3 mesi fa a Milanello, si può ascrivere poco.
PROPRIETA' - Elliott ha 'salvato' il Milan. Una frase che ripete spesso l'emanazione della proprietà in dirigenza, ovvero Gazidis. La cifra investita nel club da quando gli americani hanno preso le redini della società è stata cospicua, soprattutto quella destinata al calciomercato. Il problema, semmai, è il modo in cui siano stati spesi questi soldi nelle tre sessioni di mercato a firma Elliott.
DIRIGENZA - Ivan Gazidis sta imparando a conoscere le dinamiche del sistema calcio italiano, completamente diverse da quelle vigenti in Premier, ma nel frattempo i risultati portati a casa dal punto di vista commerciale e le scelte dal punto di vista sportivo sono stati fallimentari. Alcuni benefici invece, si sono visti nei rapporti istituzionali con la UEFA, con cui il Milan ha potuto concordare un sanamento delle posizioni bilancistiche rimaste in attesa di giudizio fino alla stagione 2017-2018. La situazione però è stata risolta solo temporaneamente: nel maggio 2020 (sempre che il Milan si sia conquistato una posizione utile per partecipare alle coppe europee per allora), infatti, il club verrà nuovamente convocato a Nyon, con la speranza di sottoscrivere un Settlement Agreement e concordare un piano di rientro finanziario. Per quanto riguarda l'area tecnica della dirigenza, invece, sono trascorsi solamente 6 mesi dall'inizio del triumvirato Maldini-Boban-Massara. E' comprensibile che venga concesso un tempo congruo per lavorare a dirigenti legati affettivamente ai colori rossoneri, ma che nella gestione dell'area tecnica di un club hanno dimostrato di essere ancora acerbi nella scelta dei giocatori, al netto di difficoltà oggettive date dai paletti del Financial Fair Play e di quelli fissati da Gazidis.
GIOCATORI - Continuando a cascata, non possiamo che attribuire delle responsabilità anche ai giocatori che indossano la maglia del Milan. Il livello della rosa non è certamente eccelso, così come è comprensibile che, essendo una squadra giovane e con pochissima personalità, sia psicologicamente debole. Lo spirito con cui la squadra è scesa in campo oggi, però, sarebbe stato inacettabile per qualsiasi club. A maggior ragione se ti chiami Milan e a Natale ti trovi già a 14 punti dalla zona Champions. Non è un caso che Pioli, che già aveva capito nel profondo la psiche, 'malata' da anni dell'ambiente rossonero, dopo tre settimane dal suo arrivo, abbia detto: "Sembra che vincere, pareggiare o perdere non ci cambi nulla".
ALLENATORE - Stefano Pioli è certamente il minor responsabile della situazione in casa rossonera, essendo approdato al Milan solamente un paio di mesi fa e con una squadra costruita con le indicazioni di un altro tecnico. Se nel post partita di una gara come quella di oggi, però, lo stesso tecnico sottolinea che "una prestazione del genere deriva da una cattiva settimana" e che un giocatore del carisma di Ibrahimovic "aumenterebbe quella voglia e determinazione che serve ad aumentare il livello degli allenamenti per arrivare alle partite in maniera migliore", certamente non può essere totalmente esente da responsabilità chi guida la squadra quotidianamente. Boban, però, dopo la partita ha spazzato via ogni dubbio su di lui: "Siamo super contenti di Pioli e di come sta lavorando, non ci sono dubbi".
Di certo, una figuraccia come quella odierna, verrà scritta nella storia del Milan e resterà sul 'curriculum' di tutte le componenti del club. Per sempre.


