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Un missile di Pirlo abbatte il Parma

autore
Davide Bin
per Milannews.it
domenica 3 ottobre 2010, 00:51Vista dalla Curva
autore Davide Bin
03.10.2010 00:51Vista dalla Curva
Il Milan espugna il Tardini grazie ad un meraviglioso gol del suo regista e per una notte si ritrova solo davanti a tutti in testa alla classifica.
Alberto Fornasari
Alberto Fornasari

La prima vittoria in trasferta della stagione dopo sei mesi di digiuno regala al Milan un primato che molto probabilmente durerà solo una notte ma che è comunque importante per dare carica ed entusiasmo a tutto l'ambiente; ancora una volta si è dovuto soffrire fino alla fine prima di festeggiare, perchè i rossoneri hanno dominato per lunghi tratti dell'incontro, hanno costruito molte occasioni, ma hanno concretizzato poco, per loro demeriti ma anche per merito di Mirante e hanno vinto con il minimo scarto grazie ad un favoloso gol di Pirlo che ha strappato applausi e gesti di sincera ammirazione a tutti i presenti allo stadio. E' un Milan che migliora sul piano del gioco ma che continua a segnare poco e lo dimostra il fatto che dopo aver realizzato ben quattro gol alla prima giornata contro il Lecce, nelle successive cinque partite ha segnato la stessa quantità di gol, cioè quattro e mai più di uno a partita. Comunque il rendimento generale e dei singoli migliora, così come gli equilibri fra i reparti e lo dimostra il fatto che la difesa ha sofferto meno che in altre occasioni, magari anche per colpa di un Parma spuntato e con qualche assenza determinante, ma ci piace pensare che sia più che altro per merito di un miglioramento generale in casa rossonera. Allegri aveva paragonato quasta partita ad una finale, importante per migliorare l'autostima prima della sosta; l'obiettivo è stato raggiunto e anche il fatto che la rete decisiva per una volta non sia di Ibrahimovic è un fatto positivo, anche perchè è arrivato il primo gol, e che gol, di un centrocampista e si sa quanto siano importanti le reti dei non attaccanti.

Allegri presenta al Tardini un Milan molto offensivo con il tridente Dinho-Ibra-Binho (Pato in panchina come da previsioni della vigilia), un solo incontrista (Gattuso) e due registi (Pirlo e Seedorf) a metà campo; ovviamente nessun problema finchè la palla è in possesso dei rossoneri, ma si può ipotizzare che la difesa (Zambrotta-Nesta-Thiago Silva-Antonini) possa soffrire molto nel caso in cui fossero gli emiliani ad avere il predominio territoriale. Lo stadio è quasi completamente pieno, così come il settore riservato ai tifosi rossoneri che non si dimenticano di un "vecchio amico" ed espongono uno striscione di solidarietà per Carlo Ancelotti, che ha perso l'amato padre, oltretutto grande tifoso rossonero. C'è molto entusiasmo fra i tifosi giunti al Tardini e si vuole finalmente tornare alla vittoria in trasferta e sarà per questo che il tifo sarà continuo e incessante per tutta la gara, sovrastando spesso quello dei tifosi di casa.

Se davvero il Milan vuole dimostrare di non essere "Ibradipendente", l'inizio non è certo incoraggiante: le prime tre conclusioni verso la porta del Parma, infatti, sono tutte dello svedese; la prima, in diagonale, finisce fuori di poco; la seconda, dalla distanza, viene parata goffamente da Mirante; la terza è un tiro strozzato e poco pericoloso. Insomma il Milan avrà anche tante risorse, ma alla fine la pericolosità in attacco è sempre prerogativa di Ibra. La manovra è sempre lenta, il gioco si sviluppa con poco ritmo, ma in compenso Ibrahimovic rientra molto e dà una mano anche in difesa. Il solito contropiede avversario semina il panico, ma è l'unico vero brivido oltre ad una spinta di Nesta ai danni di Crespo in piena area che fa protestare giocatori e tifosi del Parma. A rompere l'equilibrio ci pensa Pirlo, che gestisce un pallone sulla trequarti e non trovando alcun compagno libero da servire, decide di fare tutto da solo e scaglia un autentico missile terra-aria da ben 38 metri che va a togliere le ragnatele dal sette e si infila in rete alle spalle dell'incolpevole Mirante. "Mamma mia!" esclama Ronaldinho, uno che di prodezze se ne intende; "Mamma mia!" esclama Abbiati rivolto verso la curva rossonera e in effetti è un gol cha lascia stupefatti per la sua bellezza. Il Parma sbanda, accusa il colpo e lascia troppa libertà ai giocolieri rossoneri allentando il pressing e il Milan sfrutta il momento di difficoltà degli avversari cercando di chiudere la partita, ma Ibrahimovic centra il portiere per ben tre volte in pochi secondi e siccome siamo su un campo di calcio e non al Luna Park, colpire per tre volte il bersaglio non fa vincere alcun premio! Il Parma resta in partita solo grazie alle prodezze del suo portiere e alla sciaguratezza di Ibra, uno che di solito quelle occasioni non le sbaglia e intanto Ronaldinho, in crescita rispetto alle ultime apparizioni, si diverte a sfornare assist, ma nè Ibra nè Robinho ne approfittano. A proposito di assist, Pirlo conferma di essere in serata magica smarcando con una palombella Antonini davanti a Mirante, ma il terzino non riesce ad indirizzare il pallone verso la porta e Robinho è in ritardo. Comunque un Milan convincente chiude meritatamente in vantaggio un gran primo tempo, segnando un gol meraviglioso e costruendo almeno tre occasioni nitide per raddoppiare; l'unico rammarico è proprio quello di non andare al riposo con un vantaggio più ampio.

Non cambia il copione nella ripresa: il Milan continua a mantenere il possesso palla e il dominio territoriale e prova a mettere al sicuro il risultato, ma Robinho dimostra di essere ancora fuori fase con un tiro completamente scentrato manco fosse un dilettante e Ronaldinho trova sulla sua strada l'ottimo Mirante e deviargli un bel tiro centrale destinato sotto la traversa. Piano piano il Milan rallenta e si addormenta e il Parma ne approfitta per rientrare in partita, anche se non crea mai grandi pericoli per Abbiati: il portiere rossonero deve solo deviare in angolo un insidioso rasoterra dalla distanza di Dzemaili, ma per il resto svolge solo ordinaria amministrazione e così il brivido più forte per i tifosi rossoneri nasce ancora da una spinta di Nesta ai danni di Paci che potrebbe anche essere punita con la concessione del rigore. L'infortunato Antonini (botta al volto) deve lasciare il posto ad Abate (Zambrotta va a sinistra) e contemporaneamente entra anche Pato per l'evanescente Robinho; boato del popolo rossonero per il ritorno in campo del Papero che, però, dimostra di avere ancora bisogno di tempo per ritrovare la migliore condizione, visto che sbaglia qualche controllo e non riesce mai a trovare lo spunto vincente. Nel finale entra anche Boateng al posto di Gattuso, che ha fornito un'altra prestazione positiva, correndo molto e ringhiando sulle caviglie degli avversari come ai bei tempi, al punto da rimanere senza energie. Nel finale il Parma prova l'assalto finale e chiude il Milan nella sua area, ma la difesa regge bene e la sofferenza è solo virtuale; il punteggio rimane in bilico fino alla fine, ma il triplice fischio di Orsato ufficializza il successo esterno del Milan dopo ben sei mesi, visto che era dal 3 aprile che i rossoneri non vincevano lontano da San Siro.

E' bello rivedere il Milan davanti a tutti anche se solo per una sera, ma ciò che più conta è la vittoria, che fa il paio con quella di sabato scorso contro il Genoa e dimostra che i rossoneri stanno ritrovando continuità di risultati e di vittorie; non tutti i problemi sono risolti e ci sarà da lavorare e migliorare ancora molto, ma il Milan dimostra finalmente di avere anche altre frecce al suo arco e che non è necessario affidarsi solo ai gol di Ibra. Il Parma di questa sera non è stato un avversario irresistibile, ma in questi casi bisogna sempre stabilire dove finiscono i demeriti degli avversari e cominciano i meriti di un Milan che ha saputo mantenere il controllo del gioco, costruire molte occasioni e mostrare una buona qualità della manovra, rendendo contemporaneamente quasi inoffensivo il Parma. Allegri può essere soddisfatto, perchè ha avuto dalla sua squadra le risposte che aveva richiesto alla vigilia: la "finale" è stata vinta e ciò consentirà di lavorare con più serenità e tranquillità durante la sosta, cercando di migliorare ancora sotto tutti i punti di vista, perchè vincere aiuta a vincere e quando hai campioni come Pirlo che tirano fuori dal cilindro autentiche magie tutto diventa ancora più facile, anche abbattere un tabù come quello del Tardini, dove il Milan non vinceva da qualche anno e ultimamente aveva sempre stentato e fatto brutte figure. Questa volta, invece, si può far festa, con tanto di botti e fuochi d'artificio griffati Andrea Pirlo, uno dei tanti campioni di questo Milan stellare che sta lentamente ma progressivamente lievitando grazie alla sapiente e paziente opera di Allegri.

per Milannews.it

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